DOMENICA 2 OTTOBRE 2016

28 settembre 2016 | 0 commenti

Questa domenica leggiamo un pezzo molto importante del vangelo di Luca
(6,27-38). “Io vi dico amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi
odiano, benedite quelli che vi maledicono, e pregate per chi vi
offende……….perchè se fate del bene a quelli che vi sono simpatici o vi fanno
anche loro del bene che merito avete?………..Fate del bene e prestate senza
sperare nessuna gratitudine e la vostra ricompensa sarà grande…….non condannate
e non sarete condannati, perdonate e sarete perdonati, perché con la misura con
la quale voi misurate gli altri, Dio misurerà voi”.
E’ un tema così importante e così difficile da praticare, che ci converrà
leggerlo e meditarlo ogni giorno di questa settimana e forse ogni giorno della
nostra vita.
Le scorse settimane abbiamo ricordato e insegnato che ogni domenica è Pasqua ma
che la Pasqua dura quattro giorni: dal giovedì santo alla domenica di Pasqua. E
abbiamo ricordato la preghiera per i defunti, in particolare al lunedì. E così
la nostra settimana di preghiera e di meditazione ha cominciato a prendere
forma. Per non dimenticarla, la ripetiamo: il giovedì l’ultima cena e l’inizio
della passione; il venerdì la crocifissione, la morte e la sepoltura; il sabato
il pensiero alla Madonna. Il cardinale Carlo Maria Martini aveva scritto un
bellissimo testo, la Madonna del sabato santo.
Nella notte fra sabato e domenica e quindi in tutta la domenica, la
risurrezione. Il lunedì la preghiera per i defunti. Rimangono fuori soltanto il
martedì e il mercoledì: ma la tradizione della chiesa fin dal medioevo, li ha
destinati così: il martedì è il giorno di tutti i santi angeli e soprattutto dei
nostri angeli custodi. Il mercoledì si ricordavano tutti gli apostoli e poi la
memoria ha coinvolto tutti i santi conosciuti e sconosciuti.
Tra l’altro oggi è proprio la festa dei santi angeli custodi e si ricorda anche
la Madonna del Rosario, così nelle prossime domeniche percorreremo insieme un
po’ del senso del rosario.
Un abbraccio e buona settimana, Ferruccio
NOTE:
-        Abbiamo già detto che l’Associazione cantori ambrosiani cura la ristampa
integrale dell’Antifonale di Schuster Sunol pubblicato nel 1935. Il costo di
ogni copia è di circa € 25: sono arrivate alcune prenotazioni, ma per rendere
più razionale il lavoro prego tutti gli interessati di prenotare le copie via
mail.
-       Domenica 9 ottobre 2016 alle ore 11,30 nella chiesa di Sant’Alessandro, nella
piazza omonima, vicina a Via Torino, si celebrerà appunto la festa patronale di
Sant’Alessandro martire. E’ chiamato a cantare uno dei nostri cori, Aurora
Totus. Ma segnalo la circostanza perché prima della messa ci sarà “il rito del
faro” che è ancora molto diffuso fuori Milano, ma ridotto a poche occasioni in
città. Così chi non ha mai visto il rito del faro, o lo vuol rivedere, si trovi
puntuale in chiesa alle 11,15 per assistere al rito che comincia alle 11,30.
Basiglio, 28 settembre 2016

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DOMENICA 25 SETTEMBRE 2016

21 settembre 2016 | 0 commenti

Il tema di oggi nelle tre letture è il tema eucaristico “il calice che noi
benediciamo è comunione con il sangue di Cristo; il pane che noi spezziamo è
comunione al corpo di Cristo”. E Gesù, nel vangelo secondo Giovanni (6,51-59)
dice “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Chi mangia questo pane vivrà in
eterno.”
Settimana scorsa abbiamo ricordato e insegnato che ogni domenica è Pasqua. Oggi
ricordiamo che la Pasqua non è solo Pasqua di risurrezione ma è prima Pasqua di
istituzione dell’eucaristia e di inizio della passione nella notte di giovedì
santo, e Pasqua di crocifissione il venerdì santo.
Per questo la santa chiesa ci invita il giovedì ad adorare in modo più attento e
più a lungo “il pane che è la vita per il mondo”; e quindi a ripercorrere
l’ultima cena, con l’istituzione della santa messa e del sacerdozio.
Il venerdì è invece il giorno della crocifissione: anche fuori dalla quaresima
siamo invitati a ripercorrere la passione del Signore con la via crucis. Oppure
a leggere, lentamente e meditandolo, uno dei quattro racconti della passione:
Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
E infine viene il grande silenzio di Gesù nel sepolcro: nessuno credeva più alla
sua risurrezione, salvo sua madre Maria. Ed è per questo che il sabato richiama
da sempre il pensiero della Madonna e la nostra preghiera a lei.
Nella notte fra sabato e domenica, avviene la risurrezione del Signore.
Il vangelo di Matteo nel racconto della crocifissione (capitolo 27) porta queste
parole “Gesù gridò forte,  emise lo spirito e morì. Allora il grande velo del
tempio si squarciò in due, la terra tremò, le rocce si spaccarono e molti
credenti ritornarono in vita. Usciti dalle tombe dopo la risurrezione di Gesù
entrarono a Gerusalemme e apparvero a molti”. E per questo la tradizione delle
nostre chiese ambrosiane prevede sempre, dopo la festa patronale, la solenne
preghiera per i defunti, quella che Alessandro Manzoni nei promessi sposi,
chiamava “l’ufficio generale”.
Ma la nostra tradizione soprattutto nelle parrocchie fuori Milano ha sempre
previsto che ogni lunedì non festivo, si celebrasse la messa in suffragio di
tutti i defunti, nella buona stagione con la processione al cimitero.
Vedete dunque che il cammino di preghiera nella settimana, sta cominciando a
prendere forma anche per noi, perché possiamo davvero dire “mistero della fede!
Annunciamo la tua morte o Signore, proclamiamo la Tua risurrezione nell’attesa
della tua venuta.
Un abbraccio. Ferruccio
Basiglio, 21 settembre 2016

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DOMENICA 18 SETTEMBRE 2016

16 settembre 2016 | 0 commenti

Chi ha la fortuna di vivere o di lavorare vicino a una chiesa, il venerdì
pomeriggio alle 15 sente suonare brevemente le campane a morto. Forse pochi
sanno perché: il venerdì santo verso le 15 Gesù è morto in croce e la chiesa lo
ricorda ogni settimana.
Anche questo può aiutarci a capire una cosa fondamentale, che deve dare
l’impronta al nostro modo di essere e di vivere: OGNI DOMENICA E’ PASQUA!
A Gerusalemme c’è il grande tempio chiamato da noi occidentali “la basilica del
Santo Sepolcro” mentre più correttamente tutti i cristiani d’oriente, sia
cattolici che ortodossi, la chiamano ANASTASIS e cioè la basilica della
Risurrezione.
La basilica, vede al suo interno la presenza dei cattolici, degli ortodossi e di
tutte le altre chiese apostoliche di oriente: nei secoli ci sono stati grossi
litigi fra queste chiese, ma oggi invece si vive con rispetto e affetto
reciproco.   All’interno della basilica, oltre a tante altre cose, c’è il luogo
della crocifissione, in alto a destra; la pietra dell’unzione dove fu deposto il
corpo del Signore, appena entrati di fronte;  e infine sulla sinistra,  la tomba
nuova di Giuseppe Di Arimatea e cioè il luogo della sepoltura e della
risurrezione.
Noi ambrosiani a partire dal 2008, con la pubblicazione del nuovo calendario e
del nuovo lezionario, abbiamo, prima della messa del sabato sera, che è già
messa domenicale, il vangelo della risurrezione e questo dovrebbe accentuare in
noi la consapevolezza appunto che ogni domenica è Pasqua. Inoltre dobbiamo
ricordare che la domenica è il primo giorno della settimana. Infatti per tutta
la tradizione ebraica il sabato è il settimo giorno, e la domenica il primo
giorno, il giorno del Signore risorto, il “Dies Domini” che vuol dire appunto
domenica. Il sabato e la domenica non sono dunque un weekend, ma l’inizio della
nuova settimana e speriamo della nuova vita.
E dunque l’augurio è di una buona domenica e di una buona settimana, cercando di
essere attenti al Signore risorto che cammina di fianco a noi e che non sappiamo
riconoscere.
Ferruccio
Basiglio, 14 settembre 2016

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DOMENICA 11 SETTEMBRE 2016

8 settembre 2016 | 0 commenti

Le giornate si accorciano e la temperatura tende al fresco: dice la tradizione
che la Madonna di agosto rinfresca il bosco. Questa è la seconda domenica dopo
il martirio di Giovanni il Battista: un tempo la chiamavamo “decollazione”
perché appunto il Battista fu decapitato. Finite le quindici domeniche dopo
Pentecoste,  da fine agosto alla terza domenica di ottobre, che è la festa del
nostro Duomo, si chiamano tutte domeniche dopo il martirio del Battista. Nel
corso dell’anno la sua figura ci viene resa presente sopratutto  in avvento,
quando si parla frequentemente della sua predicazione; poi nella festa del
battesimo di Gesù che è la prima domenica dopo l’epifania.
Pensieri in libertà:
-       In occasione del battesimo di Gesù Giovanni gli rende piena testimonianza:
questo è colui che deve venire, questo è il Figlio di Dio.
-       Convertitevi a Dio, pentitevi e cambiate vita.
-       Dice Gesù: fra i nati di donna non c’è nessuno che sia più grande di Giovanni
il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli, è più grande di lui.
Come meditazione vi riferisco il passo di oggi del vangelo di Matteo (21,28-32)
che parla così chiaro che non ha bisogno di commenti e che comunque conferma la
stima che Gesù aveva per Giovanni il Battista. Ecco dunque cosa dice il Signore.
“Un uomo aveva due figli, si rivolse al primo e gli disse figlio, oggi va a
lavorare nella vigna. Egli rispose non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò.
Si rivolse al secondo e disse la stessa cosa. E il secondo rispose subito certo
Padre, vado subito. Ma poi non vi andò. Gesù  chiese chi ha compiuto la volontà
del padre? Tutti risposero il primo figlio. E Gesù disse loro, come il secondo
figlio voi parlate ma non agite: i peccatori e le prostitute vi passano avanti
nel regno di Dio. Giovanni venne a voi, non gli avete creduto, i peccatori e le
prostitute invece gli hanno creduto”. Cerchiamo dunque di superare la nostra
risposta istintivamente negativa, con un agire positivo. Questo mi sembra
l’impegno della settimana.
Buona settimana e buona ripresa.
Un abbraccio a tutti.
Ferruccio
Basiglio, 6 settembre 2016
NOTA: L’Associazione cantori ambrosiani con Signum ambrosianum nel 2012 ha
pubblicato una ristampa anastatica parziale dell’Antiphonale missarum di
Schuster-Sunol (1935).
Tutta la pubblicazione è esaurita e ne è rimasta una sola copia. Per questo
stiamo lavorando a una nuova ristampa anastatica, questa volta integrale,
dell’opera di cui sopra. Il costo di ogni copia dovrebbe essere di circa €
25,00. Sarebbe molto importante ricevere fin d’ora le prenotazioni da chi fosse
interessato.

 

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DOMENICA 5 GIUGNO 2016

3 giugno 2016 | 0 commenti

Da oggi alla fine di agosto, la liturgia delle domeniche di quest’anno (che è
l’anno C) ci presenta una serie di quadri che riassumono la storia dell’uomo e
la sacra Bibbia di Israele e ogni volta le lettere.  di Paolo e la lettura dei
vangeli, sviluppano il tema trattato nella lettura dell’antico testamento. Oggi
poi, per chi – nonostante le mie raccomandazioni non ha ancora comprato né
l’intera Bibbia né almeno il nuovo testamento tradotti in lingua corrente (a 5 o
a 10 €) – c’è però la possibilità di trovare facilmente su internet tutte le
letture di ogni messa domenicale. Basta andare sul sito www.liturgiagiovane.org
dove si trovano le messe in rito ambrosiano per tutte le domeniche e impostare
la data della domenica. Gli argomenti proposti da qui a fine agosto sono la
storia della salvezza e in particolare la creazione, il peccato originale,
Abramo, Mosè, Giosuè, Davide e Salomone, il profeta Elia; l’esilio del popolo
ebraico a Babilonia dopo la distruzione di Gerusalemme e del tempio e infine il
rientro e la ricostruzione del tempio.
Ho fatto questo elenco perché, salvo eventi eccezionali, questo è l’ultimo testo
che vi mando prima dell’estate e il nuovo lo riceverete ai primi di settembre.
Non potendosi evidentemente commentare questo immenso materiale sopra riportato,
la riflessione da meditare per tutta l’estate è questa:
-       Dice Sant’Ambrogio che, solo dopo la creazione dell’uomo Dio si riposò; e il
riposo lo prese nel cuore dell’uomo. Qui Dio si riposò perché nell’uomo aveva
uno al quale dare misericordia e perdono.
-       San Paolo, nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto, dice “in nome di
Cristo noi vi supplichiamo: lasciatevi riconciliare con Dio”. Ecco l’esigenza di
chiedere perdono e di usare il perdono, tanto più in questo anno della
misericordia proclamato da Papa Francesco.
-       E la storia della salvezza si apre come abbiamo visto con la creazione
dell’uomo e si chiude, secondo me, con il capitolo 21 dell’Apocalisse.
L’Apocalisse, ultimo libro del Nuovo testamento e quindi di tutta la Bibbia, è
un libro duro, difficile, spesso incomprensibile. Ma il capitolo 21 dà la
sintesi di tutta la storia umana e della storia di ognuno di noi.”io (Giovanni
l’apostolo) vidi un nuovo cielo e una nuova terra; il primo cielo e la prima
terra erano spariti.Vvidi venire dal cielo, mandata da Dio, la nuova Gerusalemme
ornata come una sposa. La voce di Dio disse, ecco l’abitazione di Dio fra gli
uomini. Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, la morte non ci sarà più e
non ci sarà più nè pianto, nè dolore; perché il mondo di prima è scomparso per
sempre. Allora Dio disse, ecco io faccio nuova ogni cosa, io sono il principio e
la fine, il primo e l’ultimo e a chi ha sete darò gratuitamente l’acqua della
vita”.
-       Queste poche righe contengono messaggi così profondi che sarebbe bello
leggerle più volte durante l’estate.
Dunque a tutti buona settimana e buona estate, con un abbraccio.
Ferruccio
Basiglio, 3 giugno 2016
NOTA
Continuo a ricordare l’appuntamento di sabato 18 giugno 2016 dalle ore 9,30 alle
ore 12,30 in Curia Arcivescovile di Milano Piazza Fontana 2 (MM rossa Duomo).
Siete invitati a venire tutti perché sarà un’esperienza di vita, di cultura, di
canto e di preghiera che lascerà certamente un segno positivo in ognuno.

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DOMENICA 29 MAGGIO 2016

25 maggio 2016 | 0 commenti

Giovedì 26 maggio, per tutta la Chiesa di occidente, è quest’anno la festa del
Corpus Domini, cioè il corpo e il sangue del Signore Gesù Cristo. Questa festa è
stata introdotta molto tardi: per la Chiesa romana nel 1264 e nel 1336 per la
Chiesa  ambrosiana. Però in Italia, essendo stato da decenni cancellato il
giovedì festivo, (che rimane in vari paesi tra cui la Svizzera) il Corpus Domini
viene celebrato la seconda domenica dopo Pentecoste.
I testi della messa sono splendidi e in parte si devono a San Tommaso d’Aquino,
che era nato nel 1225. Tommaso fu frate domenicano, studiò a Montecassino e a
Napoli e insegnò filosofia e teologia nelle università di Parigi e di Colonia.
Egli ebbe, oltre a una grande santità, il merito di riscoprire la filosofia di
Aristotele, forse – insieme a Platone -  il più grande filosofo della Grecia
antica. Tommaso applicò i principi di Aristotele alla religione cattolica. Morì
cinquantenne nel 1275 nell’abbazia di Fossanova, fu santificato e chiamato, per
la profondità della sua cultura e della sua spiritualità, “ il dottore
angelico”.
Il senso della festa del Corpus Domini, è quello di commemorare di nuovo
l’istituzione della messa, compiuta da Gesù nell’ultima cena, e nasce appunto
dal desiderio di celebrare questo evento con grande letizia e gioia, visto
invece che nel giovedì santo all’ultima cena segue subito l’arresto di Gesù e
l’inizio della passione. A Milano l’arcivescovo presiede una grande processione
cittadina; e in ognuno dei nostri paesi si fa la processione locale con il
Santissimo Sacramento, quasi per benedire simbolicamente e in modo solenne ogni
persona, ogni strada e ogni casa portando in trionfo l’Ostia consacrata
collocata nell’Ostentorio. Questa festa non esiste nelle chiese di oriente
perché è stata introdotta tardivamente, e cioè dopo la separazione fra le chiese
di oriente e la chiesa di occidente avvenuta subito dopo l’anno mille d.C.
Mi piace oggi  meditare con voi,  la più antica testimonianza del mistero
eucaristico, la Messa. Vediamo dunque il miracolo della Messa come viene
espresso da San Paolo apostolo nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto:
“fratelli ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso. Gesù ,
nella notte in cui veniva tradito, prese il pane, lo spezzò, lo distribuì e
disse questo è il mio corpo che è dato per voi. Allo stesso modo prese anche il
calice dicendo questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue. Fate questo
ogni volta che ne bevete in memoria di me”. E’ forse la testimonianza più antica
della celebrazione della Messa; infatti la lettera ai cristiani di Corinto, è
stata scritta circa al 50 d.C. e cioè circa vent’anni dopo la Pasqua. Mentre i
primi tre vangeli sono stati scritti probabilmente venti o trent’anni dopo
questa lettera.
Ciao, un abbraccio e Buona settimana.
Ferruccio
Basiglio, 25 maggio 2016
AVVISO IMPORTANTE
-       Sabato 18 giugno dalle ore 9,30 alle ore 12,30, nel salone a piano terra della
Curia arcivescovile in Piazza Fontana, 2 (MM rossa Duomo) si terrà l’incontro
che abbiamo già annunciato per lavorare insieme e a fondo sul canto ambrosiano.
Confidiamo su una significativa partecipazione: aspetto numerosi anche quelli
che non cantano ambrosiano e/o che non fanno parte di un coro. Ci sarà una
relazione di Monsignor Claudio Magnoli e a seguire dibattiti e laboratori. Sarà
un incontro di grande importanza e di grande gioia.

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DOMENICA 22 MAGGIO 2016

19 maggio 2016 | 0 commenti

E’ la festa della Santissima Trinità. In realtà dobbiamo ricordare che “i
misteri principali della nostra fede” sono due:
-       Unità e Trinità di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo
-       Incarnazione (io preferirei dire nascita fra gli uomini), passione morte e
risurrezione di Gesù Cristo che è il figlio e cioè la seconda persona della
Santissima Trinità
-       A completamento di questi due misteri, si ricorda che l’anima dell’uomo non
muore col corpo, ma vive in eterno essendo spirituale
Ogni volta che celebriamo il mistero della messa noi proclamiamo queste due
verità. La chiesa di occidente ha ritenuto nel corso dei secoli di dedicare alla
Trinità una domenica specifica, che è quella che segue alla Pentecoste. Leggiamo
negli atti degli apostoli che Pietro, reso forte dalla discesa dello Spirito
Santo su di lui, annuncia che Gesù è il Figlio di Dio e invita ciascuno al
battesimo per ricevere il perdono dei peccati e il dono dello Spirito Santo.
Il vangelo della risurrezione di questa domenica è il capitolo 16 del vangelo
secondo San Marco che presenta il Signore risorto che manda i discepoli a
diffondere in tutto il mondo il messaggio del vangelo. Mi piace ricordare due
facili simbolismi della Santissima Trinità:
-       Il triangolo equilatero
-       Il tricerio delle chiese di oriente e cioè tre candele che bruciano insieme ed
esprimono una sola fiamma
Un’altra bellissima espressione grafica della Trinità è quella che si trova
negli antichi mosaici di Roma e di Ravenna e che prende spunto dalla prima
lettura della messa di oggi, il libro della genesi capitolo 18. Il Signore
apparve ad Abramo alle querce di Mambre, mentre egli sedeva all’ingresso della
tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide tre uomini che
stavano in piedi davanti a lui. Appena li vide corse loro incontro, e si prostrò
fino a terra dicendo, mio Signore non passare oltre senza fermarti alla tenda
del tuo servo. Sono tre uomini ma Abramo li chiama al singolare “mio Signore” e
la più antica tradizione cristiana vede in questo episodio la prima rivelazione
della Trinità nell’antico testamento.
Preghiamo dicendo “la Santa Trinità ci salvi e ci benedica sempre”.
Buona settimana.
Ferruccio
Basiglio, 18 maggio 2016
AVVISO IMPORTANTE
-       Sabato 18 giugno dalle ore 9,30 alle ore 12,30 nel salone a piano terra della
curia arcivescovile in Piazza Fontana 2 (MM rossa fermata duomo) si terrà
l’incontro che abbiamo già annunciato per lavorare insieme a fondo sul canto
ambrosiano. Confidiamo su una importante relazione di Monsignor Claudio Magnoli,
responsabile della pastorale liturgica della diocesi e preside del PIAMS,
Aspetto  numerosi anche quelli che non cantano ambrosiano e/o che non fanno
parte di un coro: sarà comunque un incontro di grande importanza e di grande
gioia.

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DOMENICA 15 MAGGIO 2016

13 maggio 2016 | 0 commenti

Oggi è la festa di Pentecoste : per il calendario Ebraico festa della prima
raccolta delle messi, durante la quale erano offerti come primizia al tempio di
Gerusalemme i primi covoni del nuovo raccolto del grano. Per la tradizione
Ebraica questa festa è considerata un po’ come il compleanno del giudaismo , in
ricordo del dono della legge data da Dio a Mosè e a tutto il popolo di Israele
sul monte Sinai. Per noi cristiani la festa di Pentecoste allo stesso modo è un
po’ il compleanno della Chiesa. Infatti, come abbiamo già detto, gli Apostoli
vivevano nella paura, radunati nel cenacolo con la Madonna e i discepoli, fino a
quando la mattina del giorno dopo il Sabato della Pentecoste Ebraica discese lo
Spirito Santo, secondo la promessa di Gesù. “I credenti erano riuniti tutti
insieme nello stesso luogo.
All’improvviso venne un fragore dal cielo come quando tira un vento fortissimo e
riempì tutta la casa dove si trovavano. Allora videro qualcosa di simile a
lingue di fuoco che si posavano sopra ognuno di loro. Tutti furono ripieni di
Spirito Santo e si misero anche a parlare in altre lingue”. E’ bello ricordare
che in greco lo Spirito Santo si chiama “Pneuma”e cioè “Vento”. Questa discesa
dello Spirito Santo ha cambiato radicalmente la vita degli Apostoli e la storia
del mondo. Infatti tutti uscirono dal cenacolo e nelle piazze parlarono in
lingua ebraica ai presenti, i quali  però li ascoltavano parlare nella propria
personale lingua, e cosi annunciare “Magnalia Dei”( le grandi opere di Dio).
Pietro predicò nella piazza più grande di Gerusalemme annunciando la
resurrezione di Gesù, tutti lo ascoltarono e il libro degli Atti degli Apostoli
dice che quel giorno circa tremila persone furono battezzate e si aggiunsero al
precedente piccolo gruppo dei credenti. Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa
: per effetto della potenza dello Spirito Santo i Sacramenti si realizzano, dal
Battesimo alla assoluzione per i peccati commessi. Ma soprattutto l’opera dello
Spirito è presente  nella Santa Messa, il miracolo eucaristico; e nel sacramento
dell’ Ordine , con cui viene dato il sacerdozio e l’ Episcopato. Per dirla in
modo semplice è  lo Spirito Santo che fa i preti e i vescovi. E i vescovi ,
successori degli Apostoli, tramandano, sempre per virtù dello Spirito Santo,
ogni loro potere ai loro successori : ecco cos’è la successione apostolica,
presente sia nella chiesa cattolica che in tutte le chiese orientali di
fondazione apostolica. Mentre la successione apostolica  è evidentemente assente
nelle chiese di origine protestante o anglicana. Ricordiamoci, come spesso dice
Papa Francesco, che il Papa è il capo della Chiesa in quanto è il vescovo di
Roma e viene eletto a tale carica dai Cardinali ispirati appunto dallo Spirito
Santo.
Noi lo Spirito Santo lo abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima, e siamo
alla sua presenza ogni volta che nella Messa assistiamo alla consacrazione del
pane e del vino, che avviene per l’appunto per la forza dello Spirito Santo. La
Pentecoste è cosi importante che tutte le Domeniche successive, fino alla fine
di Agosto si chiamano appunto le” Domeniche dopo Pentecoste”.
Un grande abbraccio , Buona Festa di Pentecoste e Buona settimana.
Ferruccio Ferrari

Basiglio 11 Maggio 2016

NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE CANTORI AMBROSIANI
-  Venerdì 13 Maggio alle ore 21 a Milano nella chiesa di Santa Maria alla Fonte
Via San DomenicO Savio, evento “Le Rogazioni-canti della terra feconda”.
Conferenza e concerto a cura di Ferruccio Ferrari e Matteo Mattarozzi con la
partecipazione dell’ensemble vocale Aurora Totus
- Sabato 18 Giugno 2016 dalle 9.30 alle 12.30 in Curia Arcivescovile di Milano
Piazza Fontana 2 un importante incontro a cui prego davvero tutti gli
interessati di non mancare. Gli obbiettivi sono almeno tre:
- Fare il punto della situazione circa i cori di Canto Ambrosiano;
- Confrontarsi su un progetto di rilancio del Canto Ambrosiano nella pratica del
canto parrocchiale;
- Testare lo strumento il CORISTA AMBROSIANO (manuale a dispense in cinque
livelli per le cantorie che vogliono praticare il canto della Chiesa di Milano).
Lo strumento è stato messo a punto dall’ Associazione Cantori Ambrosiani, in
forma di E-book ed è scaricabile gratuitamente dal sito
(www.cantoriambrosiani.org).
Chi appena è interessato incominci a segnarsi questo appuntamento sul quale
tornerò nelle prossime settimane.
Ciao

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DOMENICA 8 MAGGIO 2016

4 maggio 2016 | 0 commenti

Oggi celebriamo la festa della Ascensione di Gesù al cielo, come è definita dal
vangelo e dalla tradizione cristiana. Abbiamo già detto più volte che i quaranta
giorni di continue apparizioni di Gesù agli apostoli sono servite a confermarli
nella fede e a prepararli ad annunciarla al mondo: “mi sarete testimoni in
Giudea, in Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Gli apostoli però
avevano una grande paura non solo a parlare in pubblico, ma anche a uscire e a
frequentare le piazze e il tempio. Per questo Gesù, ascendendo al cielo, diede
loro un comando: rimanete nella città di Gerusalemme “quousque induamini
virtutem ex alto” (finchè sarete rivestiti dalla potenza che viene dall’alto).
Infatti essi rimasero in preghiera chiusi nel cenacolo. Questo avverrà nella
Pentecoste: essa per il popolo di Israele, era la festa delle messi e dei primi
raccolti, cinquanta giorni dopo Pasqua e durava alcuni giorni. Questo sarà il
nostro tema di domenica prossima, con la discesa dello Spirito Santo.
Il racconto della ascensione porta nel nuovo testamento l’affermazione degli
angeli che dicono agli apostoli “Gesù che vi ha lasciato, un giorno ritornerà
come lo avete visto partire”. Nel primissimo periodo dopo l’Ascensione si
diffuse quindi tra i fedeli il convincimento che il ritorno del Signore era
imminente. Ma già un po’ di meditazione rese evidente che questo ritorno
annunciato non era per niente imminente. La lettera di San Paolo ai cristiani di
Tessalonica scritta probabilmente quindici o ventanni dopo la Pasqua di
Gesù,(forse il più antico documento del nuovo testamento) insegna “per ciò che
riguarda il ritorno del Signore e il nostro incontro con Lui, vi raccomando non
lasciatevi confondere le idee tanto facilmente. Se qualcuno dirà che il giorno
del Signore è vicino, non ascoltatelo in alcun modo. Rifiutate gli insegnamenti
di quelli che vi scrivono “quasi instet dies Domini” (come se il giorno del
Signore fosse imminente). Il ritorno del Signore è un ritorno nella presenza
sacramentale, nel nostro cuore e poi al termine della nostra vita terrena: “mite
e gioioso ti appaia il volto di Cristo”. L’Apocalisse di San Giovanni apostolo
ed evangelista, al capitolo 3 versetto 20 dice delle parole stupende
“ascoltatemi, Io sto alla vostra porta e busso. Se uno mi sente e mi apre, Io
entro e ceneremo insieme Io con lui e lui con me…..ascolta ciò che lo Spirito
dice alla chiesa”.
Desidero dunque augurarvi una buona settimana e una buona preghiera alla Spirito
Santo.
Ferruccio
Basiglio, 4 maggio 2016
NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE
-       Martedì 3 maggio alle ore 10 a Milano Palazzo Isimbardi è stata eseguita la
drammaturgia AMBROGIO DI MILANO CITTADINO DELLA STORIA, testo di Paolo Pivetti e
canti ambrosiani eseguiti dal coro Aurora Totus (in collaborazione con
rappresentanze del coro Simmaco Aureliani di Muggiano e del coro di Quintosole)
-       Venerdì 13 maggio alle ore 21 a Milano nella chiesa di Santa Maria alla Fonte
Via San Domenico Savio, evento “Le Rogazioni – canti della terra feconda”.
Conferenza e concerto a cura di Ferruccio Ferrari e Matteo Mattarozzi con la
partecipazione dell’ensemble vocale Aurora Totus
-       E’ stata pubblicata sul sito dell’Associazione (www.cantoriambrosiani.org) il
testo IL CORISTA AMBROSIANO. E’ un testo fondamentale per tutte le cantorie o i
cori o le persone interessate, è un e-book ed è scaricabile gratuitamente: così
sarà facile per ognuno utilizzarlo.

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DOMENICA 1 MAGGIO 2016

26 aprile 2016 | 0 commenti

Oggi le Chiese apostoliche dell’oriente cristiano, celebrano la Pasqua. La data
della Pasqua greca e di quella cattolica coincidono una volta ogni quattro anni
e quest’anno sono lontanissime (noi il 27 marzo e loro il 1 maggio). Per evitare
confusioni ricordo che il capo di tutte le chiese ortodosse, con il pieno
primato di onore, è il patriarca di Costantinopoli Sua Santità Bartolomeo I° che
abbiamo visto con il Papa e con l’Arcivescovo di Atene pochi giorni fa
nell’isola di Lesbo. Il patriarca di Russia, che ha incontrato il Papa a Cuba,
non è superiore in nessun modo al patriarca di Costantinopoli, la nuova Roma; e
Bartolomeo I è il successore di Sant’Andrea apostolo, fondatore della chiesa
greca. Per noi cattolici, questa è la sesta domenica di Pasqua che prelude all’
Ascensione che celebreremo, per devozione, domenica 8 maggio.
Dunque sono vicini alla conclusione, i quaranta giorni dopo la risurrezione, nel
corso dei quali Gesù apparve con molta frequenza agli apostoli, ai discepoli,
alle donne che lo avevano seguito, a volte a Gerusalemme a volte altrove, sulla
strada per Emmaus, sul monte in Galilea e sulla spiaggia del lago di Tiberiade,
sempre in Galilea.
La liturgia ci spiega che queste frequentissime apparizioni avevano due scopi:
confermare gli apostoli nella fede e consentire ad essi di imparare pienamente
ciò che poi avrebbero dovuto insegnare.
Però noi sappiamo che Gesù ha detto che sarà sempre con noi fino alla fine dei
tempi; che sarà specialmente sempre con noi quando due o tre insieme lo pregano.
Ma soprattutto Gesù è sempre con noi nel pane, nel vino consacrato durante la
Messa. E a noi, che ci troviamo in questa situazione, Gesù ha dato – in
occasione dell’apparizione a San Tommaso – la sua speciale benedizione “tu
Tommaso hai creduto perché hai visto; beati quelli che, senza aver visto,
crederanno”.
Tuttavia dopo l’Ascensione non sono cessate del tutto le apparizioni di Gesù: la
prima lettura della messa di oggi (atti degli apostoli capitoli 22 e 23)
racconta dell’apparizione a San Paolo sulla via di Damasco: se volete veramente
capirne lo spirito, guardate il meraviglioso dipinto di Caravaggio, lo si trova
facilmente su internet .Tra le altre importanti apparizioni del Signore mi
sembra bello ricordare l’apparizione a Santa Margherita Maria Alacoque in
Francia nel 1686: il Signore raccomandò la devozione al Suo Sacro Cuore. E
l’apparizione a Santa Faustina Kowalska in Polonia nel 1931: raccomandò la
preghiera della coroncina della misericordia, oggi suggerita anche da Papa
Francesco e l’invocazione “Gesù confido in te”.
Vi auguro una buona settimana e vi abbraccio. Ferruccio
Basiglio, 27 aprile 2016
Programma delle attività:
-       Martedì 3 maggio alle ore 9,30 a Milano Palazzo Isimbardi già sede della
provincia e ora della città Metropolitana, l’esecuzione della drammaturgia
AMBROGIO DI MILANO CITTADINO DELLA STORIA, testo di Paolo Pivetti, accompagnata
da molti canti ambrosiani eseguiti dal coro Aurora Totus in collaborazione con
rappresentanze del coro Simmaco Aureliani di Muggiano e del coro di Quintosole.
-       Venerdì 13 maggio alle ore 21 a Milano nella chiesa di Santa Maria alla Fonte
(Via San Domenico Savio) evento Le Rogazioni – Canti della terra Feconda –
conferenza concerto a cura di Ferruccio Ferrari e Matteo Mattarozzi con la
partecipazione dell’ensemble vocale Aurora Totus.

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