DOMENICA 21 APRILE IV DOMENICA DI PASQUA

19 aprile 2013 | 0 commenti

L’episodio delle Mirofore, le portatrici di aromi, viene proposto più volte perché ogni Evangelista lo racconta.
Domenica scorsa era proposto il Vangelo di Marco; ma nel Vangelo di Matteo lo stesso episodio si conclude con una apparizione alle donne “all’improvviso Gesù venne loro incontro e disse salute! Allora si avvicinarono a Lui, abbracciarono i suoi piedi e lo adorarono. Gesù disse ancora, non abbiate paura!”.
Luca racconta che gli Apostoli non vollero credere, ma che Pietro però si alzò e corse al sepolcro. Giovanni precisa che insieme a Pietro anche lui stesso andò al sepolcro “e vide e credette”.
La prima vera apparizione raccontata dal Vangelo è l’apparizione nella mattina di Pasqua a Maria di Magdala. Intorno a Gesù c’erano molte donne anche di nome Maria, fra cui Maria sua madre, la Madonna, Maria Maddalena,” l’altra Maria”, Maria madre di Giacomo, Maria di Betania sorella di Marta e di Lazzaro. Maria di Betania fù colei che la domenica prima della passione, secondo il racconto di San Giovanni, prese trecento grammi di profumo assai prezioso e ne cosparse i piedi di Gesù che disse, lasciatela fare in previsione della mia sepoltura.
L’apparizione a Maria, è ben raccontata da Giovanni nel capitolo 20 versetti dall’1 al 18; nel corso della domenica di Pasqua dunque, Gesù apparve a Maria di Magdala, poi a tutti i discepoli chiusi nel cenacolo e verso sera ai due discepoli in cammino verso Emmaus.
Una costante in queste apparizioni, è che non sempre è facile riconoscere Gesù: Maria pensava che si trattasse del custode del giardino; i discepoli di Emmaus lo riconobbero solo dopo molte ore al momento dello spezzare del pane. Questo è un richiamo per noi per cercare di riconoscere il Signore quando ci è vicino o quando ci si fa incontro.
Continuiamo sull’Antico Testamento. “Quando per la sua disubbidienza l’uomo perse la tua amicizia, tu non lo hai abbandonato in potere della morte ma a tutti sei venuto incontro perché coloro che ti cercano ti possano trovare”.
Anche il peccato originale è raccontato dal libro della Genesi in forma di parabola, il famoso racconto dell’albero della mela e del serpente. In realtà la Bibbia non vuole dirci come è avvenuto il peccato originale, ma vuole insegnare che l’uomo è libero di scegliere il bene e il male; che all’inizio vi fu un peccato di superbia e di orgoglio che ruppe l’amicizia con Dio e quindi cambiò la vita umana. Ma Dio con infinita misericordia non abbandona la sua creatura prediletta, l’uomo e la donna e promette una salvezza.
I Santi Padri vedono la tenerezza di Dio per l’uomo nel fatto che prima di cacciarli dal paradiso terrestre, “Dio il Signore fece per Adamo e per la sua donna, chiamata Eva tuniche di pelle e li vestì”.
Infine nella narrazione biblica il Signore rimproverando il serpente, dice “metterò inimicizia fra te e la donna, fra la tua e la sua discendenza, e questa discendenza ti schiaccerà il capo”. Questa secondo i Santi Padri è la prima profezia messianica “dal seno di Maria – dice la liturgia – è nato colui che ci ha donato il pane di vita. Quello che Eva aveva perduto col peccato, ci viene restituito da Maria”.
Avvisi: Il nostro sito sta molto migliorando, o, come dicono gli addetti, si implementa. Andatelo a vedere su www.cantoriambrosiani.org
La nostra cassa piange, molti non hanno ancora versato i 10€ di quota annuale 2013; e non è proibito fare qualche offerta libera da socio sostenitore. Vi farò mandare in settimana l’Iban dalla carissima Laura Groppetti.
Chi fosse interessato prenda nota che sabato 22 giugno c’è una giornata intera di spiritualità e di canto al Sacro Monte di Varese presso il monastero delle Romite Ambrosiane. Nel caso confermare le presenze con una mail a: avvferruccioferrari@libero.it.
Buona settimana a tutti!

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DOMENICA 14 APRILE 2013 TERZA DOMENICA DI PASQUA “LE MIROFORE”

13 aprile 2013 | 0 commenti

Da questa domenica e per un po’, desidero commentare le dodici “pericopi”, che più semplicemente vuol dire i dodici brani che sono stati selezionati nel nuovo lezionario per celebrare il sabato sera la risurrezione di Gesù e questa domenica il brano prescelto è il vangelo secondo Marco capitolo 16 versetti da 1 a 8 “passato il sabato Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino il primo giorno della settimana vennero al sepolcro….osservarono che la pietra di ingresso era rotolata via….. ed entrate nel sepolcro videro un giovane vestito di una veste abbagliante ed ebbero paura, ma egli disse loro, non abbiate paura voi cercate Gesù il crocifisso. E’ risorto, non è qui….. andare e dite ai discepoli che è risorto e vi precede in Galilea”. Queste donne nella liturgia d’oriente sono veneratissime e si chiamano le “mirofore” cioè le portatrici di mirra che era uno dei materiali più usati nella sepoltura dei defunti. Ricordate che i Re Magi portarono a Gesù bambino, secondo i Santi Padri della chiesa l’oro per indicare la regalità del Messia, l’incenso per indicarne la divinità, e la mirra per indicarne la morte e la sepoltura. Nella liturgia ambrosiana cantiamo moltissimo come antifona pasquale, le parole dell’angelo alle mirofore “Cito euntes dicite discipulis quia surrexit Dominus” e cioè presto andate e dite ai discepoli che il Signore è risorto! Un altro argomento. Ambrogio dice che è necessario “beve un po’ di antico testamento”. La parte più sacra della bibbia ebraica sono i cinque libri della Torah attribuiti a Mosè: di essi il primo è il libro della Genesi che racconta nei suoi primi capitoli, la creazione del mondo e dell’uomo. Evidentemente si tratta di una narrazione poetica simile a una parabola, che articola la creazione in sei giorni di lavoro di Dio e nel settimo giorno di riposo. E’ importante tenere presente che il racconto biblico non contrasta con la scienza moderna: infatti la Bibbia non si preoccupa di spiegare come hanno avuto origine l’universo, la terra e l’uomo.  La Bibbia vuole farci capire il perché della creazione. Il mondo e l’uomo esistono perché sono stati voluti da Dio. Dio che è evidentemente fuori dal tempo ha voluto donare all’uomo l’esistenza facendolo partecipe di questo pianeta meraviglioso che è la nostra terra con gli animali, le piante, le acque…. L’uomo è l’unico essere sulla terra capace di pensare, di desiderare, di amare ed è cosciente di esserlo. Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza e – come insegna la Bibbia, l’uomo ha in sè – per intervento diretto di Dio suo creatore – una scintilla della vita divina. Per questo l’anima dell’uomo sopravvive alla morte del corpo e la preghiera eucaristica quarta dice “a Tua immagine o Dio hai creato l’uomo, alle sue mani hai affidato l’universo, perché – nell’ubbidienza a Te suo creatore – esercitasse il dominio su tutto il creato”. Settimana prossima parleremo di “quando per la sua disubbidienza l’uomo perse l’amicizia di Dio”. Buona settimana a tutti!

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SECONDA DOMENICA DI PASQUA

4 aprile 2013 | 0 commenti

Per noi e per i bizantini è la domenica di San Tommaso. Infatti il Vangelo che è tratto dal capitolo 20 di Giovanni, racconta la prima apparizione di Gesù agli apostoli nel cenacolo: ma Tommaso non era con loro. Dice il testo che otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo riuniti in casa  e c’era anche Tommaso. Venne Gesù a porte chiuse e disse pace a voi. Poi disse a Tommaso di non essere incredulo. Tommaso rispose mio Signore e mio Dio! E Gesù di rimando “Tommaso perché mi hai visto hai creduto; beati invece quelli che non avendo mai visto crederanno!”
E così a me piace ricordare che quella è la benedizione che con grande “tenerezza” come direbbe Papa Francesco, Gesù ha dato a ognuno di noi che non avendolo visto crediamo tuttavia nella sua risurrezione. Tra l’altro nella messa di Pasqua si è letto un brano dal capitolo 15 della prima lettera di Paolo ai cristiani di Corinto che ricorda alcune apparizioni di Gesù non citate nei vangeli. E in particolare che il Signore risorto apparve a Pietro; che un’altra volta apparve a più di cinquecento fratelli riuniti insieme; che apparve a Giacomo.
E’ evidente che il fondamento della nostra fede è Gesù Cristo risorto; che “Gesù Cristo è risorto con il suo proprio corpo dicendo guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio Io!” Ma Gesù non è ritornato in nessun modo a una vita terrena (“venne Gesù a porte chiuse”) e qui ci viene in aiuto San Paolo che dice che il corpo è trasfigurato in un corpo glorioso, un corpo spirituale.
Da ultimo, non posso non ricordare che la Pasqua di crocifissione e di risurrezione, secondo l’inno di Sant’Ambrogio è il giorno della misericordia: ognuno è liberato da ogni paura di fronte al perdono dato al malfattore crocifisso. Egli trasformando la sua croce in un premio, con un brevissimo momento di fede, arriva in paradiso prima di tutti i Santi! Oggi la chiesa romana celebra per disposizione del Beato Giovanni Paolo II, la domenica della Divina misericordia “Gesù confido in te”.
Buona settimana a tutti.
Ferruccio
Basiglio, 4 aprile 2013

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DOMENICA DELLE PALME, SETTIMANA SANTA E PASQUA

23 marzo 2013 | 0 commenti

Domenica 24 marzo, con la celebrazione delle Palme e degli Ulivi, si apre la grande settimana o settimana autentica o settimana Santa.
In essa, si ricorda anche la Pasqua ebraica che è il 14 del mese di nisan, connesso al plenilunio di primavera. Non dimentichiamo che quell’anno il 14 di nisan era un giovedì e che quindi l’ultima cena di Gesù è stata la sua cena pasquale ebraica con i suoi dodici apostoli.
Oggi celebriamo la nostra Pasqua che fin dai primordi del cristianesimo si articola su due scenari: la Pasqua di passione e di morte dal pomeriggio del giovedì santo alla sera del venerdì santo, e la Pasqua della gloria della risurrezione dalla sera di sabato alla sera di domenica.
Così noi ambrosiani la sera di giovedì ricordiamo – con il vangelo di Matteo – l’ultima cena con l’istituzione dell’eucaristia e del sacerdozio; l’arresto di Gesù, il suo primo processo davanti al tribunale ebraico e la visione dell’apostolo Pietro che dopo aver negato per tre volte di conoscere il Signore “uscì fuori e pianse amaramente” (egressus foras flevit amare).
Il venerdì santo celebriamo – sempre con il vangelo di Matteo – la passione del Signore: fattosi giorno lo portarono a Ponzio Pilato, il preside romano. Da qui fino alla morte in croce, con il grande terremoto e l’eclissi di sole o comunque le tenebre. Il centurione (Longino,  secondo la tradizione, un italiano di Lanciano) che dice “costui era veramente il figlio di Dio”.
Poi Gesù cadavere in braccio a sua madre sulla pietra dell’unzione che ancor oggi veneriamo nella basilica del Santo Sepolcro, o meglio della Anastasis (resurrezione) a Gerusalemme e la sepoltura con un lenzuolo nuovo (forse la Sindone di Torino?) nella tomba nuova di Giuseppe D’Arimatea, l’uomo colto e ricco, discepolo di Gesù, che ebbe il coraggio di richiederne il corpo a Pilato.
La grande veglia nella notte pasquale, dopo il tramonto del sabato sera, ci ricorda le altre tre notti fondamentali del mondo secondo l’ebraismo, e cioè la notte in cui fu creato il mondo, la notte in cui Dio si manifestò al Abramo, e la notte di Pasqua cioè il passaggio del Mar Rosso. E adesso si celebra la quarta notte, quella della risurrezione di Gesù.
In essa la festa della luce di Cristo risorto, la sintesi della storia della salvezza attraverso la parola di Dio, l’annuncio della risurrezione, la benedizione dell’acqua nuova e il battesimo e la più solenne eucaristia di tutto l’anno, con il vangelo in cui gli angeli annunciano alle donne “non è qui, è risorto!”. E il mandato missionario “cito euntes dicite quia surrexit Dominus” (presto andate a dire che il Signore è risolto). Poi nel giorno di Pasqua le apparizioni a Maria Maddalena, a Simon Pietro e ai discepoli di Emmaus verso la sera.”Il Signore camminava con loro, ma i loro occhi non erano capaci di riconoscerlo”. E poi “fu riconosciuto il Signore allo spezzare del pane”.
Molte altre cose avrei da dirvi, e alcune le ho dette nell’intervista di un’ora di venerdì 15 marzo a Radio Mater che dopo Pasqua sarà disponibile sul sito www.cantoriambrosiani.org .
E dunque Buona Pasqua a tutti, kali anastasis, Kristos Anesti, alitos anesti, Cristo è risorto, davvero è risorto!
Alcuni avvisi: il coro canta domenica delle Palme alle 10 a San Rocco al Gentilino; giovedì santo ore 17,30 e domenica di Pasqua ore 17,30 a San Sebastiano; sabato 6 aprile nel pomeriggio nella parrocchiale di Santo Stefano Ticino.
Ma l’appuntamento più importante, perché è un appuntamento ecumenico, è domenica 24 marzo alle ore 20 nella chiesa ortodossa greca di Santa Maria Podone in Piazza Borromeo a Milano, per un concerto del nostro coro con il coro greco “Filatonite”. Il titolo del concerto è “Il canto ambrosiano incontra il canto bizantino”. Chiedo a tutti quelli che possono, di intervenire anche come segno concreto di unità con i fratelli della chiesa ortodossa greca: sarà presente anche Sua Eminenza Gennadios arcivescovo metropolita ortodosso per tutta l’Italia.
Buone feste pasquali a tutti, la pace  e la luce sia con voi.
Ferruccio
21 marzo 2013

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DOMENICA DI LAZZARO QUINTA DI QUARESIMA 13 MARZO 2013

14 marzo 2013 | 0 commenti

Jorge Mario Bergoglio è del 17.12.1936, prete a 33 anni, vescovo ausiliare di Buenos Aires dal 1992; arcivescovo metropolita di Buenos Aires dal 1998, creato cardinale dal Giovanni Paolo II nel 2001. Buenos Aires è una diocesi con circa 3 milioni di abitanti di cui circa duemilioni e mezzo cattolici, circa quattrocento tra chiese e parrocchie, quattrocento preti diocesani e altrettanti religiosi; un gran numero di seminaristi e millecinquecento suore. La diocesi ha cinque vescovi ausiliari e vicari generali. L’arcivescovo metropolita di Buenos Aires ha una provincia ecclesiastica di cui fanno parte altre nove diocesi. Dipendono inoltre dal metropolita di Buenos Aires una grande comunità maronita e una grande comunità ucraina, entrambe evidentemente di rito orientale.
La Compagnia di Gesù fu fondata da Sant’Ignazio di Lojola nel 1540, si è sempre dedicata alla propagazione della fede, alla predicazione e alle scuole. Purtroppo su pressione delle autorità politiche il Papa Clemente XIV fu costretto a sopprimere l’ordine dei Gesuiti già perseguitato in molti paesi. Il Papa Clemente XIV si chiamava Lorenzo Ganganelli, era di Forlì e fu Papa per cinque anni dal 1769 al 1774. La soppressione dei Gesuiti fu chiesta soprattutto dagli Illuministi e dai massoni. Morto Clemente XIV, fu Papa Pio VI dal 1775 al 1799 che voleva ripristinare l’ordine dei Gesuiti, ma fu preso prigioniero dai francesi e morì vicino a Grenoble in carcere. Solo il successore Pio VII, Barnaba Chiaramonti di Cesena, Papa per ventitre anni dal 1800 al 1823, uomo di grandissima spiritualità, anche lui per un certo periodo prigioniero di Napoleone, riuscì a ridare vita alla Compagnia di Gesù. Oggi i Gesuiti sono circa ventimila di cui circa quattordicimila sacerdoti
I Francescani fondati da San Francesco d’Assisi si dividono oggi in tre ordini, i frati minori (circa quindicimila); i frati minori conventuali (circa tremila) e i frati minori cappuccini (circa dodicimila). Nessun Papa ha mai preso il nome di Francesco. Per la verità in passato i preti no, ma i frati e le suore entrando nell’ordine cambiavano nome. Oggi questo avviene soltanto da noi per il Papa e nella chiesa ortodossa per i Patriarchi e i Metropoliti.
Il Papa, come ben ha ricordato Francesco, è il vescovo di Roma e il metropolita della provincia ecclesiastica laziale. Solo in quanto vescovo di Roma “presiede nella carità” a tutte le altre chiese. Ieri sera ho avuto come credo tutti, la profonda commozione di vedere che in genere, come dicono i romani “chi entra Papa in conclave, ne esce cardinale”! Questo è sempre avvenuto negli ultimi due secoli, con le sole eccezioni di Eugenio Pacelli Papa Pio XII nel 1939; e Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI nel 1963. Ringraziamo il Signore della splendida esperienza dell’elezione di Francesco: sarà certamente un grande Papa anche perché ha ben presente che il dovere del Papa è l’annuncio del Vangelo, la predicazione, la preghiera e la celebrazione dei sacramenti. Il resto tutto sommato è “aria fritta” e serve solo ai giornalisti per riempire le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive.  Si avvicina la Pasqua e questo dovrebbe ricordarci che il cristianesimo non è una religione, ma l’incontro con Gesù Cristo crocifisso e risorto e sempre presente nella Santa Messa.
Così non ho parlato della domenica di Lazzaro: mi basta pregarvi di leggere meditandolo con molta attenzione il capitolo 11 del vangelo di Giovanni. Per meditare cerchiamo di ricordare due soli pensieri:
-       Io sono la risurrezione e la vita e chi crede in me anche se muore, vivrà.
-       Marco andò a chiamare Maria sua sorella e sottovoce le sussurrò “il maestro è qui e ti chiama”. Udito questo, Maria si alzò subito e andò da lui.     BUONA SETTIMANA A TUTTI!

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“DOMENICA DEL CIECO” QUARTA DI QUARESIMA 10.03.2013

9 marzo 2013 | 0 commenti

1)      Questa è la domenica del cieco nato, vangelo di Giovanni 9,1-38. E’ così bello e così importante che deve essere letto tutto con grande attenzione e con tanto cuore. Suggerirò le vostre riflessioni solo su alcuni punti.
2)      Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i discepoli gli domandarono: chi ha peccato lui o i suoi genitori perché nascesse cieco? Risponde Gesù, non ha peccato lui e non hanno peccato i suoi genitori. Questo avviene perché si manifestino in lui le opere di Dio (ut manifestentur opera Dei in illo).
Non è dunque il caso di cercare le spiegazioni di tutto e men che meno le colpe.
3)      Gesù sputò per terra, fece del fango lo mise sopra gli occhi di lui e gli disse, vai a lavarti alla piscina di Siloe. Egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Vi ricordate il detto “aiutati che Dio ti aiuta”?
Grande meraviglia di tutti e grande scandalo delle persone per bene che dicevano: poiché Gesù è un peccatore, non può fare tali prodigi. E così portano il cieco davanti alla loro riunione. Bellissime le parole del cieco: “io non so se Gesù sia un peccatore o no, io so solo questo, che prima ero cieco e adesso ci vedo…..anzi è ben strano che voi non sapete se lui è un profeta o no, e invece mi ha aperto gli occhi. Dunque Gesù viene da Dio altrimenti non avrebbe potuto fare nulla”. I farisei lo cacciarono fuori dal tempio.
4)      Gesù incontra quell’uomo e gli domanda: tu credi nel figlio di Dio? Risponde il cieco guarito: chi è o Signore perché io creda in Lui? Disse Gesù Ego sum qui loquor tecum, sono Io che parlo con te. Rispose l’uomo, io credo Signore.
5)      Le prime letture di tutte le messe delle domeniche di quaresima fin dall’epoca di Ambrogio presentano la lettura del libro dell’esodo riferendo ogni volta episodi della Pasqua ebraica che è la fonte della nostra Pasqua.
Alcuni avvisi:
-       Domenica 24 marzo per noi sarà la domenica delle Palme, ma per la chiesa ortodossa è appena iniziata la quaresima e siete tutti invitati alle ore 20 nella chiesa di Santa Maria Podone in Piazza Borromeo, per celebrare la festa nazionale Greca, che cade il 25 marzo, festa dell’annunciazione a Maria a Nazaret. In quel giorno infatti – 25 marzo 1821 – a Patrasso ebbero inizio i moti per l’indipendenza della Grecia dal dominio Turco. In tale occasione un coro bizantino proveniente dalla Grecia e il nostro coro canteranno brani semplici e stupendi, alla presenza di Sua Eminenza Gennadios arcivescovo metropolita ortodosso per tutta l’Italia.
Buona settimana a tutti.

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“DOMENICA DI ABRAMO” TERZA DI QUARESIMA 3.03.2013

6 marzo 2013 | 0 commenti

1)      Tutti i testi di questa domenica, fanno riferimento ad Abramo e in particolare il vangelo (Giovanni 8,31-59). Qui si sviluppa la polemica fra Gesù e i dottori del tempio. Egli dice “se rimanete nella mia parola, conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”. Essi polemizzano con lui aggrappandosi alla legge, al tempio e alla discendenza da Abramo.
2)      Intanto questa è l’occasione per meditare brevemente sulla legge. La legge dello Stato, per il cristiano in modo speciale, di per sé non ha alcun valore: è semplicemente “il regolamento per la vita comune della tribù o del condominio ”. Ma guai a chi pretende di fare lo “Stato etico”.
Nel secolo scorso, dai massacri sotto Lenin e sotto Stalin, alla tragedia degli Ebrei sotto Hitler, all’altra tragedia del popolo cinese sotto Mao Tse Tung, tutti sono stati eventi consacrati dalla legge del luogo e ritenuti “morali” appunto dalla moralità dello Stato in questione.
Dunque anche senza arrivare a tanto, il cristiano deve avere ben chiaro che la legge dello Stato di per sé non è moralmente obbligatoria e che lo Stato non ha il diritto di imporre una moralità. Tutto deriva semmai dal “diritto naturale”. Ma del diritto naturale, parleremo un’altra volta ricordando i grandi maestri come Monsignor Francesco Olgiati cofondatore dell’Università Cattolica insieme a Padre Gemelli e ad Armida Barelli.
3)      Adesso riflettiamo sull’ultima parte del vangelo di oggi: dice Gesù “Abramo esultò nel vedere il mio giorno, lo vide e fu pieno di gioia”. I suoi contraddittori miseramente rispondono “non hai ancora cinquantanni e hai visto Abramo?” E questo dà l’occasione a Gesù di rispondere “Antequam Abraham fieret, Ego sum” e cioè “prima che Abramo esistesse, IO SONO”, che vuol dire JAVHE’ e cioè il nome di Dio. Domenica scorsa Gesù con la Samaritana si è proclamato il Messia e oggi si identifica con Dio stesso.
4)      La preghiera di questa settimana ce la regala il canto dopo il vangelo: guarda o Signore la nostra fragilità e guarisci di nuovo le ferite che hai già curato. Quanto più ci perdonerai ancor di più ogni giorno dovrai perdonarci. Stendi le tue mani che risanano, cura ciò che è malato, rinfranca chi è angosciato e dubbioso, e conserva con fede forte e perseverante, ciò che fosse ancora integro.
Dalla prima domenica di quaresima vari cori della diocesi si alternano ad accompagnare in canto ambrosiani ogni domenica la messa delle 12,30 in Duomo: questa domenica tocca al coro della nostra Associazione. E intanto ringraziamo il coro di Erba e il coro di Milano Muggiano che hanno fatto le due domeniche precedenti.
Buona settimana, Ferruccio

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IN ATTESA DEL CONCLAVE

24 febbraio 2013 | 0 commenti

In questi giorni sia alla televisione che sui giornali, ho sentito una serie di affermazioni del tutto assurde, che credo derivino da mancanza di cultura nel settore specifico, e quindi sento urgente il bisogno di scriverne.

1)      “La chiesa dovrebbe aprire al sacerdozio femminile come i protestanti”. I protestanti non hanno né sacerdozio maschile, né sacerdozio femminile, giacchè il sacerdozio presuppone il sacramento dell’ordine che le chiese evangeliche, riformate o protestanti non hanno. Quindi i loro capi comunità, quali che siano i titoli che si danno (“il vescovo luterano di…”) o i paramenti che mettono, sono in realtà dei semplici catechisti. Infatti le chiese così dette riformate, hanno come unici sacramenti validi il battesimo (perché anche da noi può essere conferito da un laico) e il matrimonio (nel quale i ministri sono appunto i due sposi, rimanendo il prete semplicemente un testimone qualificato).

2)      Lo stesso discorso vale per gli Anglicani o chiesa di Inghilterra. Anche gli Anglicani, avendo interrotto la successione apostolica all’epoca di Enrico VIII, non hanno sacramenti validi al di fuori di battesimo e matrimonio. Però a differenza dei protestanti, la fede degli Anglicani (e l’apparenza delle liturgie) era fino a poco fa del tutto simile a quella cattolica. Negli ultimi ventanni la chiesa Anglicana si è invece fortemente allontanata dalla comune fede; e di conseguenza moltissime persone o comunità Anglicane sono rientrate nella chiesa cattolica. Papa Benedetto XVI ha molto favorito questo fenomeno accogliendo con grande affetto tutti quelli che rientrano: ciò non toglie che evidentemente un “prete Anglicano” che entra nella chiesa cattolica, poiché non è prete – non essendoci più la successione apostolica – viene ordinato prete da un vescovo cattolico.

3)      Tutte le chiese di origine apostolica, e cioè non soltanto la chiesa cattolica, ma anche tutte le chiese ortodosse d’oriente dei più vari riti, hanno sacramenti e sacerdozio perfettamente validi per l’ininterrotta successione apostolica. E non conoscono le “donne prete” perché il Signore che stava spesso e volentieri a pranzo con donne, quando compì l’ultima cena in cui istituì l’eucaristia e il sacerdozio, chiamò solo i dodici.

4)      “I preti cattolici si devono sposare”. Il celibato del sacerdozio nella chiesa cattolica di occidente, non è legge divina, ma semplicemente legge ecclesiastica. A Roma si è affermata per ragioni di opportunità verso il seicento dopo Cristo e a Milano il clero coniugato è durato fino al mille dopo Cristo. Nei cattolici di rito orientale, ci sono anche oggi molti sacerdoti sposati, quindi abbiamo anche oggi preti cattolici sposati. Però sia nella chiesa cattolica d’oriente che nelle chiese ortodosse d’oriente, non si parla mai di “matrimonio dei preti” ma di “ordinazione dei coniugati”. Vale a dire che – come succede già da noi con i diaconi permanenti – in una coppia sposata l’uomo può essere ordinato prete. Trattandosi di una legge ecclesiastica, le sue eventuali modifiche competono al Papa.

5)      “Il Papa tornerà a essere un cardinale”. A mio avviso è un’affermazione del tutto inesatta, perché il cardinale, diventando Papa, ha cessato di essere cardinale. E il cardinale è titolare di una chiesa di Roma e come tale elettore del Papa. Il Santo Padre dimissionario, che è vescovo in eterno, diventa vescovo emerito di Roma. E come tale secondo me, può continuare ad essere chiamato tranquillamente “Sua Santità”. Il gesto profetico di Benedetto XVI, Papa a volte incompreso, ma di sorprendente modernità, che diverrà più evidente col passare degli anni (come è successo con Papa Montini), è un grande dono alla chiesa. Solo per completezza, ricordo che il titolo di Sua Santità si da anche al Patriarca ecumenico di Costantinopoli, attualmente Bartolomeo I° che è il capo di tutte le chiese ortodosse e che verrà a Milano nel prossimo maggio. Se mi capiterà di sentire altre inesattezze, mi farò ancora vivo.

Con affetto,

Ferruccio

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RIFLESSIONE DOMENICA 24 FEBBRAIO 2013

21 febbraio 2013 | 0 commenti

E’ la domenica della Samaritana. Sono tanti decenni che la celebro e ogni volta mi commuove profondamente. Ricordo nell’anno santo 2000, quando in Israele con Don Cecchin siamo andati al pozzo della Samaritana, che è il pozzo di Giacobbe e che adesso si trova inglobato in una basilica dei greci ortodossi.
1)      E’ il capitolo quarto del vangelo di Giovanni. E questa è l’occasione per ricordare che da almeno 1600 anni a Milano i vangeli delle domeniche di quaresima (con l’eccezione della prima che è di Matteo) sono tutti presi da Giovanni. Gesù stanco sedeva al pozzo e venne una samaritana ad attingere acqua. Si sviluppa un colloquio dolcissimo in cui Gesù promette alla samaritana l’acqua viva.
2)      Poi Gesù le dice, vai chiama tuo marito e torna qui. La donna risponde non ho marito e Gesù risponde, hai detto bene non ho marito, perché hai avuto cinque mariti e quello con cui stai adesso non è tuo marito! Questo deve insegnare che Gesù non fa questione di moralismi e si rivolge ai samaritani, popolo disprezzato dagli ebrei. La donna dice so che verrà il messia che ci insegnerà tutto; Gesù risponde Ego sum qui loquor tecum, sono io che parlo con te. E la donna crede e si fa missionaria presso il suo villaggio.
3)      Dopo la seconda lettura c’è una preghiera stupenda nel vecchio messale, è presa dal salmo 123. Ve la trascrivo perché converrà meditarla per tutta la settimana. “Guai a noi se il Signore non fosse stato con noi, lo dica Israele! L’anima nostra è stata liberata dal laccio dei cacciatori, il laccio è stato spezzato e noi siamo stati liberati. Il nostro solo aiuto viene dal Signore che ha creato il cielo e la terra”.

Comincio ad avvertire che domenica 3 marzo alle ore 12,30 il nostro coro accompagnerà la messa in Duomo celebrata da Don Claudio Burgio e che sabato 16 marzo andremo a San Bovio per cantar messa con Don Claudio Carboni alle ore 18 e per fare poi una bella cena pasquale a cui sono invitati tutti gli amici che lo desiderano.
Il sito internet www.cantoriambrosiani,org è stato ampiamente rinnovato ed è in grande fase di espansione. Visitatelo!

Un abbraccio e buona settimana della samaritana!

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RIFLESSIONE DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

14 febbraio 2013 | 0 commenti

RIFLESSIONE DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013
Prima di quaresima
a)      La quaresima è il periodo di cinque settimane che ci porta alla settimana santa o settimana autentica o settimana maggiore. Per noi ambrosiani i temi della quaresima sono fin dall’epoca di Ambrogio il digiuno di Gesù nel deserto; la donna samaritana; la domenica di Abramo; la guarigione del cieco nato; la risurrezione di Lazzaro.  E’ il meraviglioso cammino battesimale, o di rinnovazione del nostro battesimo, che da almeno millesettecento anni la chiesa di Milano ci propone in preparazione alla Pasqua.
b)      Secondo la più antica tradizione ambrosiana, soppressa da San Carlo Borromeo e reintrodotta dal Beato Cardinale Schuster e di nuovo confermata dal nuovo lezionario pubblicato per l’autorità del Cardinale Tettamanzi, nella prima domenica di quaresima si annuncia ancora la risurrezione di Gesù con il vangelo di Marco (cap.16,9-16) e con il canto dell’alleluia. Però è possibile anticipare alla domenica pomeriggio l’imposizione delle ceneri che a Milano si dovrebbe fare il lunedì successivo, secondo il nuovo rito.
I romani invece hanno già imposto le ceneri nel mercoledì precedente.
c)      Il tema su cui si apre la quaresima è ben delineato nella profezia di Isaia che dice: il digiuno gradito al Signore è di sciogliere le catene, liberare gli oppressi, dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri pur senza trascurare la tua famiglia. Se farai così e se consolerai chi ha bisogno di essere consolato, la tua luce brillerà fra le tenebre e quando invocherai il Signore Egli ti risponderà dicendo “Eccomi qui”. San Paolo nella seconda lettera ai Corinti, ricorda che questo è il tempo favorevole, questi sono i giorni della salvezza e ci invita a non offendere nessuno, avere sempre pazienza e infine ci implora “vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio”! Questa sia dunque la caratteristica della nostra quaresima.
d)      Si è dimesso il Papa! Dobbiamo ricordare che di per sé non c’è niente di strano, perché il Papa è il vescovo di Roma e solo in tale qualità, come successore di San Pietro, è il capo di tutta la chiesa. Ma da un punto di vista sacramentale, il Papa è un vescovo. E così come fino a poco fa a Milano c’era un arcivescovo in carica Angelo Scola, e due arcivescovi emeriti Dionigi Tettamanzi e Carlo Maria Martini, così adesso succederà anche a Roma. A Benedetto XVI, rivolgo il mio pensiero pieno di stima, di affetto e di “compassione” nel senso di condivisione delle sue difficoltà.  E’ stato un grande Papa per quasi otto anni. Per chi non lo ricordasse, ognuno dei cardinali è formalmente “preposto” a una chiesa di Roma e così i cardinali, anche se provenienti da tutto il mondo, fanno parte del clero di Roma e come tali eleggono il loro vescovo.
Cominciamo a pregare lo Spirito Santo perché dia una nuova ed efficace guida alla sua chiesa.
Un abbraccio, Ferruccio

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