DOMENICA 11 DICEMBRE 2016

6 dicembre 2016 | 0 commenti

E’ la quinta domenica di avvento, l’ultima in paramenti violacei e la liturgia
parla ancora di Giovanni il Battista. Domenica 18 dicembre inizia invece il
ciclo di Natale con la festa dell’annunciazione dell’angelo a Maria a Nazareth:
la festa della Divina Maternita’ di Maria.
Questa mattina invece, nella predica della messa in canto a Santa Maria al
Castello, ho sentito una frase bellissima,  “la dotta ignoranza”. Mi è sembrata
una frase, assolutamente importante. Infatti il tema svolto nell’omelia,  era
che – per quanto ci si applichi con la filosofia, con la storia, con la teologia
- non si riuscirà in questa vita, a comprendere fino in fondo la rivelazione di
Gesù Cristo su Dio, Padre Figlio e Spirito Santo.
Quindi il celebrante invitava a approfondire la cultura religiosa: ecco perché
le parole “la dotta ignoranza”. Ma si deve fare questo, sapendo che nonostante
tutto si rimane ignoranti. Un grande prete, la cui memoria è in benedizione, Don
Edoardo Panceri, a conclusione dei dibattiti teologici in parrocchia (erano gli
anni sessanta) diceva sempre, io mi sono fermato al vangelo e questo basta.
Comunque il concetto dell’omelia di questa mattina, è esattamente corrispondente
all’insegnamento di San Paolo nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto.
Dice infatti San Paolo che la misteriosa sapienza di Dio e il suo progetto di
farci partecipare alla sua gloria, ce lo ha rivelato Gesù Cristo, e noi lo
conosciamo per mezzo dello Spirito Santo. E dunque di queste cose si parla con
parole non insegnate dalla sapienza umana ma suggerite dallo Spirito di Dio. E
nel capitolo 13 della stessa lettera, Paolo dice, quando ero bambino parlavo da
bambino, pensavo e ragionavo da bambino. Ma da quando sono un uomo ho cambiato
modo di agire e di pensare. Ora la nostra visione delle cose spirituali è
confusa come in un antico specchio;  ma un giorno saremo faccia a faccia con
Dio, e allora lo conosceremo pienamente, come Lui da sempre conosce noi. E
conclude dicendo “solo tre cose non finiranno, la fede, la speranza e l’amore.
Ma la più grande di tutte è l’amore”.
Io continuo a insistere perché voi abbiate a leggere spesso qualche pezzo del
vangelo: gli altri libri della Bibbia li possiamo leggere poi, ma il vangelo è
l’essenziale. E mi ha fatto molta impressione vedere sui giornali che circa
l’80% degli italiani ha in casa il vangelo, ma solo il 20% lo legge con una
certa frequenza. Vi supplico in nome di Dio prendete il libro e leggete!
Auguro a tutti una buona settimana.
Ferruccio
Basiglio 7 dicembre 2016 Festa di Sant’Ambrogio

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