DOMENICA 6 NOVEMBRE 2016

2 novembre 2016 | 0 commenti

E’ la festa di Cristo Re istituita da Papa Pio XI negli anni trenta del secolo
scorso. Gesù portato davanti a Pilato, viene accusato dai capi dei sacerdoti
ebraici di voler essere Re. Nel palazzo, Pilato domanda a Gesù “sei tu il Re dei
Giudei?” e Gesù risponde,” il mio Regno non è di questo mondo, Io sono venuto
nel mondo per annunciare la verità”.
Non ho quasi mai scritto, credo, di questa festa istituita meno di cento anni
fa; e che oggi chiude l’anno liturgico ambrosiano.
Domenica prossima comincia l’avvento.
Oggi mi piace ricordare il Papa Pio XI, l’ultimo Papa milanese di nascita. Si
chiamava Achille Ratti e apparteneva a una famiglia di buon rilievo. Nacque a
Desio nel 1857 e fu ordinato prete nel 1879. Passò i primi quarant’anni del suo
sacerdozio a studiare. Prima come dottore e prefetto della Biblioteca ambrosiana
(meravigliosa biblioteca e pinacoteca, di respiro mondiale, fondata dal
cardinale Federico Borromeo nel milleseicento e così ben descritta da Alessandro
Manzoni nei Promessi Sposi). Poi fu prefetto della Biblioteca Vaticana. Gli
incarichi non gli impedirono di essere un grande studioso e di stampare una
quantità dei propri studi e delle proprie riflessioni.
Nel 1918 in Polonia si verificarono situazioni di grande tensione, che
coinvolsero anche la chiesa cattolica. Il Papa (che era allora Benedetto XV,
cardinale Giacomo Della Chiesa già arcivescovo di Bologna)  contro ogni
aspettativa, incaricò Mons. Ratti di questa complicata e rischiosa missione e lo
consacrò vescovo. Ratti andò a Vienna, a Berlino e a Varsavia e la sua missione
ebbe un grande risultato superiore alle attese. Così nel 1920 Ratti rientrò a
Roma, nel 1921 fu cardinale arcivescovo di Milano e nel 1922 fu nominato Papa.
Si disse di lui “l’uomo dei libri, è un uomo libero”. Morì a 82 anni nel 1939.
Il Papa Pio XI, attualmente poco conosciuto e purtroppo poco studiato, fu un
grandissimo Papa.  Achille Ratti vide nel nazismo e nel comunismo due
affermazioni del demonio e le attaccò entrambe con uguale forza e
determinazione. Diede come definizione “questi sono l’anticristo”. Governò
saldamente, con il suo carattere determinato e non facile, la chiesa per
diciassette anni. Fu un pontificato ricco di idee di sorprendente modernità. Fu
il primo Papa dell’epoca moderna a ordinare vescovi dapprima i cinesi e poi gli
altri preti locali, o come si diceva allora “il clero indigeno” per quei tempi
novità sconvolgenti. Previde il crollo del nazismo e del comunismo; confidò e
lavorò per un ecumenismo con le chiese cristiane d’oriente, affermando che
queste avevano la successione apostolica; e disse con molta decisione che con i
protestanti ci può essere un cammino comune solo nella carità e nella pace e non
certo nei sacramenti.
Così l’istituzione della festa di Cristo Re fu l’augurio di Papa Ratti – pur
alla vigilia della seconda guerra mondiale – di una nuova era di pace in cui né
le follie naziste, né quelle comuniste, avessero più nessuno spazio;  in cui
ogni nazione avesse i propri vescovi autoctoni; e in cui si affermasse la
collaborazione fra la chiesa di Roma e le chiese apostoliche dell’oriente
cristiano.
Buona settimana, Ferruccio
Basiglio, 2 novembre 2016 memoria dei defunti.

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