DOMENICA 30 OTTOBRE 2016, MARTEDI’ 1 E MERCOLEDI’ 2 NOVEMBRE 2016

28 ottobre 2016 | 0 commenti

Con questa domenica ci avviamo decisamente alla fine del nostro anno liturgico.
Nel vangelo di Matteo (anno C,  28,16-20) Gesù dice agli apostoli “andate e fate
discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre del Figlio e dello
Spirito Santo; ed ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.
Mi  meraviglia molto vedere che nell’accoglienza agli immigrati, molti dei quali
sono cristiani, non si pensi di battezzare tutti i bambini orfani abbandonati e
di inserirli nelle strutture della chiesa perche possano avere una educazione
cristiana. Il beato Padre Clemente Vismara del Pime, nato ad Agrate Brianza fu
in Birmania – oggi Myanmar -  missionario per sessantacinque anni, e si occupò
sempre di raccogliere tutti i bambini abbandonati dai genitori o con i genitori
vittime delle frequenti guerre, di battezzarli e di educarli cristianamente. Fra
le migliaia di bambini da lui raccolti, contiamo un vescovo, il primo vescovo
Birmano Mons. Abramo Than e centinaia di suore e di preti, senza contare le
migliaia di famiglie alle quali ha insegnato la falegnameria, l’arte muraria, la
cottura dei mattoni di argilla; e l’agricoltura che ha fatto cessare la fame
secolare di quei paesi. Oggi queste mie parole possono sembrare non più di moda,
ma se le leggi nel quadro del comando del vangelo di Matteo di cui sopra, mi
pare che siano tuttora molto valide. Così come mi sembrerebbe bello che
nell’accoglienza ai profughi nelle nostre comunità, venisse dato un riguardo
particolare ai nostri numerosissimi fratelli delle chiese apostoliche orientali.
Essi  sono sicuramente in grado di fare i sacrestani nelle nostre chiese e anche
di guidare quotidianamente la preghiera comune del mattino e della sera e con un
po’ di preparazione, possono collaborare come ministranti e cantori nelle
celebrazioni eucaristiche.
Il primo novembre è la festa di tutti i santi e il 2 novembre è la memoria dei
morti. Accostandoci a queste feste, dobbiamo prima di tutto ricordare la Pasqua:
per i fratelli delle chiese d’oriente viene “stampata” anche sul pane: una croce
e le parole – in greco – che significano “Gesù Cristo ha vinto”. Sapendo dunque
che Gesù Cristo ha vinto, possiamo ricordare con maggiore serenità i nostri
morti.
Pensando alla morte, un’immagine che mi ha sempre commosso l’ho sentita dire
molti anni fa da Don Alberto Sacchi. Diceva che il morto di cui si celebrava il
funerale, si trovava nella vita eterna  come un bambino appena partorito. Il
bambino inizia una vita nuova di cui non sa ancora niente; ma verrà guidato con
tanto amore. Così il defunto verrà anche lui guidato nella vita spirituale come
avviene per il bambino appena partorito. E non dobbiamo avere paura nel
passaggio: ecco tre frasi di Gesù:
-       Al malfattore crocifisso con lui “non temere, oggi sarai con me in paradiso”
-       Ai benpensanti che lo criticano perché sta gioiosamente a pranzo con peccatori
e prostitute “sappiate che i peccatori e le prostitute vi precedono nel regno di
Dio”
-       A tutti “chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca…..io vi
dico non perderà la sua ricompensa”
Buona settimana, Ferruccio
Basiglio, 26 ottobre 2016

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