DOMENICA 16 OTTOBRE 2016

12 ottobre 2016 | 0 commenti

La terza domenica di ottobre è’, fin dal 452 d.C. il “compleanno” della
cattedrale di Milano. Infatti Attila distrusse la chiesa maggiore che dopo la
sua partenza fu restaurata e solennemente inaugurata dall’arcivescovo
Sant’Eusebio alla terza domenica di ottobre. Sempre in quella domenica fu
consacrata la nuova cattedrale all’epoca di Carlo Magno; nel 1386 i milanesi
iniziarono a costruire il nuovo Duomo. E sempre alla terza domenica di ottobre
dell’anno 1418 il Papa Martino V consacrò l’altare della nuova cattedrale; nel
1577 San Carlo Borromeo la consacrò definitivamente e nel 1986 l’arcivescovo
Carlo Maria Martini consacrò il nuovo altare del Duomo.
Il senso della festa è ben espresso dalla preghiera del prefazio “Padre santo,
tuo figlio il Signore Gesù ha reso partecipe la sua chiesa della sovranità che
tu o Padre gli hai donato…..la chiesa è la madre di tutti i viventi, ogni giorno
più gloriosa per i figli a te generati, o Padre, per virtù dello Spirito Santo.
La chiesa è la vite feconda, che in tutta la terra prolunga i suoi tralci,  e
appoggiata all’albero della croce,  si innalza al tuo regno: è la città della
luce, posta sulla cima dei monti, nella quale per sempre vive il suo fondatore
Gesù Cristo nostro Signore”.
Aver parlato del profeta Elia, della farina e dell’olio che non venivano mai
meno, ha fatto si che molti di voi mi telefonassero attenti e interessati. Così
continuo a raccontare ancora un po’ di storia del profeta Elia. Dopo la pausa di
Sarepta, Elia continuò ad annunciare il regno di Dio in Israele, ma fu
perseguitato dal re e dalla regina, e condannato a morte. Così fuggì per
salvarsi la vita e si mise in cammino nel deserto. Alla sera si sdraiò sotto una
ginestra e si augurò di morire: Signore non ne posso più, toglimi la vita! Si
addormentò subito, ma all’improvviso un angelo lo svegliò e gli disse alzati e
mangia! Elia vide una focaccia appena cotta e una brocca d’acqua. Mangiò e
bevve, poi si riaddormentò. Ma l’angelo lo svegliò e lo fece mangiare e bere di
nuovo, così che Elia rinforzato da quel cibo camminò quaranta giorni fino
all’Oreb, il Sinai, e cioè il santo monte di Dio, dove molti secoli prima Mosè
ricevette le tavole della legge. Arrivato al monte, Elia vi passò la notte: la
voce del Signore gli chiese, cosa fai qui Elia?……. Il Signore disse a Elia,
esci dalla grotta e vieni sulla montagna e mi vedrai. Elia uscì ed ecco un vento
fortissimo spaccava le rocce, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento
venne il terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto venne
il fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Spentosi  il fuoco, Elia percepì un
venticello dolcissimo e profumato, leggero come un sussurro, e qui c’era il
Signore, che disse ad Elia, ritorna sui tuoi passi, vai a Damasco, rendimi
testimonianza e consacra il nuovo re di Aram.
Così vedete che il Signore si incontra nelle cose più semplici. E’ inutile
cercarlo altrove, basta avere il cuore disponibile, con un po’ di fede, di
speranza e di amore.
Buona settimana a tutti. Ferruccio
Basiglio, 13 ottobre 2016

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