DOMENICA 8 MAGGIO 2016

4 maggio 2016 | 0 commenti

Oggi celebriamo la festa della Ascensione di Gesù al cielo, come è definita dal
vangelo e dalla tradizione cristiana. Abbiamo già detto più volte che i quaranta
giorni di continue apparizioni di Gesù agli apostoli sono servite a confermarli
nella fede e a prepararli ad annunciarla al mondo: “mi sarete testimoni in
Giudea, in Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Gli apostoli però
avevano una grande paura non solo a parlare in pubblico, ma anche a uscire e a
frequentare le piazze e il tempio. Per questo Gesù, ascendendo al cielo, diede
loro un comando: rimanete nella città di Gerusalemme “quousque induamini
virtutem ex alto” (finchè sarete rivestiti dalla potenza che viene dall’alto).
Infatti essi rimasero in preghiera chiusi nel cenacolo. Questo avverrà nella
Pentecoste: essa per il popolo di Israele, era la festa delle messi e dei primi
raccolti, cinquanta giorni dopo Pasqua e durava alcuni giorni. Questo sarà il
nostro tema di domenica prossima, con la discesa dello Spirito Santo.
Il racconto della ascensione porta nel nuovo testamento l’affermazione degli
angeli che dicono agli apostoli “Gesù che vi ha lasciato, un giorno ritornerà
come lo avete visto partire”. Nel primissimo periodo dopo l’Ascensione si
diffuse quindi tra i fedeli il convincimento che il ritorno del Signore era
imminente. Ma già un po’ di meditazione rese evidente che questo ritorno
annunciato non era per niente imminente. La lettera di San Paolo ai cristiani di
Tessalonica scritta probabilmente quindici o ventanni dopo la Pasqua di
Gesù,(forse il più antico documento del nuovo testamento) insegna “per ciò che
riguarda il ritorno del Signore e il nostro incontro con Lui, vi raccomando non
lasciatevi confondere le idee tanto facilmente. Se qualcuno dirà che il giorno
del Signore è vicino, non ascoltatelo in alcun modo. Rifiutate gli insegnamenti
di quelli che vi scrivono “quasi instet dies Domini” (come se il giorno del
Signore fosse imminente). Il ritorno del Signore è un ritorno nella presenza
sacramentale, nel nostro cuore e poi al termine della nostra vita terrena: “mite
e gioioso ti appaia il volto di Cristo”. L’Apocalisse di San Giovanni apostolo
ed evangelista, al capitolo 3 versetto 20 dice delle parole stupende
“ascoltatemi, Io sto alla vostra porta e busso. Se uno mi sente e mi apre, Io
entro e ceneremo insieme Io con lui e lui con me…..ascolta ciò che lo Spirito
dice alla chiesa”.
Desidero dunque augurarvi una buona settimana e una buona preghiera alla Spirito
Santo.
Ferruccio
Basiglio, 4 maggio 2016
NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE
-       Martedì 3 maggio alle ore 10 a Milano Palazzo Isimbardi è stata eseguita la
drammaturgia AMBROGIO DI MILANO CITTADINO DELLA STORIA, testo di Paolo Pivetti e
canti ambrosiani eseguiti dal coro Aurora Totus (in collaborazione con
rappresentanze del coro Simmaco Aureliani di Muggiano e del coro di Quintosole)
-       Venerdì 13 maggio alle ore 21 a Milano nella chiesa di Santa Maria alla Fonte
Via San Domenico Savio, evento “Le Rogazioni – canti della terra feconda”.
Conferenza e concerto a cura di Ferruccio Ferrari e Matteo Mattarozzi con la
partecipazione dell’ensemble vocale Aurora Totus
-       E’ stata pubblicata sul sito dell’Associazione (www.cantoriambrosiani.org) il
testo IL CORISTA AMBROSIANO. E’ un testo fondamentale per tutte le cantorie o i
cori o le persone interessate, è un e-book ed è scaricabile gratuitamente: così
sarà facile per ognuno utilizzarlo.

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento