DOMENICA 24 APRILE 2016

22 aprile 2016 | 0 commenti

E’ quinta domenica di Pasqua (quarta dopo Pasqua) e continua la lettura, presa
dal vangelo di Giovanni, del discorso di Gesù agli apostoli nell’ultima cena: i
temi sono, come abbiamo già visto in queste domeniche, Dio è luce, Dio è amore,
Dio è perdono. E noi siamo chiamati a percorrere la stessa via, Accettando il
suo insegnamento e diventando a nostra volta luce, amore e perdono.
Ma subito dopo Pasqua ci eravamo posti il programma di esaminare alcuni aspetti
della risurrezione di Gesù. Così il 10 di aprile ci siamo fatti guidare dagli
atti degli apostoli e dalla lettera di Paolo ai Corinti (capitolo 15) per
meditare sul mistero e sul miracolo della risurrezione del Signore. Domenica 17
aprile abbiamo avuto come testo di meditazione una lunga e affascinante
riflessione sulla Sindone, riflessione che ci viene dagli USA e che è stata
scritta per noi dal giovane amico Ing. Alessandro Baretta. In sostanza, con la
preghiera di rileggere bene e più volte,il suo lavoro, notiamo che  in ogni caso
il vero messaggio afferma che un lampo di luce fortissima ha dissolto il corpo
fisico di Gesù e ne ha lasciato traccia sul lenzuolo nuovo che chiamiamo
“Sindone”.
Oggi vogliamo parlare di quella che il credo degli apostoli (più antico del
credo della messa) e la tradizione dell’oriente cristiano definiscono “la
discesa agli inferi di Gesù”. Nel credo della messa, questa espressione non c’è,
mentre la troviamo come detto, nel più antico e più breve credo degli apostoli.
Nel vangelo l’unico episodio che vi si può riferire è quello raccontato da
Matteo: al momento della morte di Gesù, le rocce si spezzarono, le tombe si
aprirono, molti risuscitarono e usciti dalle tombe dopo la sua risurrezione
entrarono a Gerusalemme e apparvero a molti.
Invece nella liturgia delle chiese d’oriente, questa frase “discese agli inferi
e poi risuscitò da morte” ha moltissimo spazio e vi sono anche molte bellissime
icone. Prima però bisogna precisare che gli inferi non sono l’inferno, ma
semplicemente i luoghi simbolicamente “sottoterra” le cui porte chiuse,
impedivano che le anime dei morti potessero salire al cielo, in paradiso. Gesù
che ha appena detto dalla croce al malfattore pentito (così detto il buon
ladrone) “oggi sarai con me in paradiso”, apre il paradiso a tutti. E
simbolicamente in particolare in tutte le icone vengono presentate le porte
aperte da Gesù e come primi salvati, con l’aureola d’oro dei santi, Adamo ed Eva
nei quali è rappresentata tutta l’umanità salvata dalla Pasqua di crocifissione
e di resurrezione. Per chi non lo ricorda, nella basilica del Santo Sepolcro di
Gerusalemme, la tradizione venera le ossa di Adamo ed Eva, credo con riferimento
a quanto appena detto.La più importante antifona pasquale della chiesa
bizantina, dice “Cristo è risorto dai morti, con la sua morte ha calpestato la
morte, e ha dato la vita a tutti coloro che erano nei sepolcri”. La nostra
invocazione è “Gesù risorto dai morti salvaci”! E una bella affermazione è IESUS
CHRISTOS NIKA’! E cioè Gesù Cristo ha vinto! Pensate che in forma abbreviata
questa scritta viene messa su tutti i pani nelle panetterie nel tempo pasquale.
Diamo ora una brevissima sintesi delle principali apparizioni:
-       il mattino di Pasqua alle donne mirofore e a Maria Maddalena; nel pomeriggio
ai discepoli di Emmaus e verso sera agli apostoli nel cenacolo. La domenica dopo
Pasqua ancora agli apostoli nel cenacolo, presente anche Tommaso.
-       Altre apparizioni anche in Galilea
-       San Paolo ci parla di una apparizione a più di 500 credenti tutti insieme
-       E anche se i vangeli non le elencano, un gran numero di altre apparizioni agli
apostoli e ai discepoli “perché diventasse più forte la loro fede e imparassero
più profondamente quello che avrebbero dovuto insegnare”.
Buona settimana a tutti. Ferruccio
Basiglio, 20 aprile 2016

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