DOMENICA 10 APRILE 2016

5 aprile 2016 | 0 commenti

E’ la terza domenica di Pasqua o la seconda domenica dopo Pasqua, a seconda di
come preferiamo chiamarla: il rito nuovo preferisce chiamarla terza domenica di
Pasqua. In tutto questo periodo pasquale, si legge il vangelo di Giovanni,
soprattutto il lungo discorso dell’ultima cena. Invece il vangelo della
risurrezione, questa volta secondo Marco (16,1-8) è il vangelo delle Mirofore.
Non c’è un cristiano di oriente che non sappia cosa vuol dire “le Mirofore”,
mentre in occidente non lo sa quasi nessuno. Così lo ricordiamo: sono le donne
che la sera del venerdì santo assistettero alla sepoltura di Gesù. Il corpo fu
fatto consegnare da Pilato al ricco e autorevole amico di Gesù Giuseppe
d’Arimatea. Collocato prima fra le braccia della madre (ricordate la Pietà di
Michelangelo?) e poi sulla pietra dell’unzione dove fu lavato e sommariamente
preparato per la sepoltura. Giuseppe D’Arimatea aveva comprato un lenzuolo nuovo
e mise il corpo di Gesù nel proprio sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno
era stato ancora deposto. Era la vigilia della festa “già splendevano le luci
del sabato” e le donne andarono a casa per preparare gli unguenti e la mirra per
completare la sepoltura. La mattina del primo giorno dopo il sabato (oggi noi la
chiamiamo domenica, il giorno del Signore, proprio in ricordo della
risurrezione), alle prime luci dell’alba, le donne con gli unguenti e la mirra
(ecco perché le Mirofore) andarono al sepolcro ma lo trovarono vuoto col
lenzuolo piegato. Apparvero due Angeli che dissero alle donne, Gesù non è qui, è
resuscitato. Esse corsero a riferirlo agli apostoli che però non credettero.
Nel vangelo si parla di alcune risurrezioni operate da Gesù. La più celebre è la
risurrezione di Lazzaro l’amico di Gesù da lui risuscitato. Ma in tutti questi
casi, un uomo viene richiamato in vita, ma a suo tempo morirà di nuovo e
definitivamente.
Fin dall’inizio della predicazione di Pietro a Pentecoste, è chiaro che la
risurrezione di Gesù è diversa. Dice Pietro citando la bibbia, Dio non
permetterà che il suo santo e il corpo del suo santo vadano in corruzione.
Quindi noi pensiamo che probabilmente il corpo del Signore si sia dissolto. A
questa situazione San Paolo nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto, da
una sistemazione razionale con vari concetti. Citiamo qua e la (passim) la
lettera dell’apostolo. Come risuscitano i morti, che aspetto avranno? Nessun
seme rivive se prima non muore e quello che seppellisci nella terra è solo un
seme, non la pianta che nascerà. Vi sono corpi celesti, corpi spirituali, corpi
terrestri. Così per la risurrezione dei morti egli dice “si è sepolti mortali,
si risorge immortali; si è sepolti miseri e si risorge gloriosi e pieni di
forza. Si seppellisce un corpo materiale ma risuscita un corpo spirituale. Ecco,
fratelli quello che io Paolo voglio dire: il nostro corpo fatto di carne e di
sangue, non  può far parte del regno di Dio, e quello che muore non può
partecipare all’immortalità. Per questo tutti saremo trasformati, in un istante
rivestiti da una nuova vita che non si corrompe e non morirà mai più”. E dice
ancora Paolo che Gesù Cristo, il figlio di Dio, è la primizia della
risurrezione:come tutti gli uomini muoiono per la loro unione con Adamo, così
tutti risuscitano per la loro unione con Gesù.
Buona settimana.
Ferruccio
Basiglio, 6 aprile 2016

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