DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016

4 febbraio 2016 | 0 commenti

Come si dice popolarmente, quest’anno “la Pasqua è bassa”. La celebriamo infatti
domenica 27 marzo. Ne deriva che molte delle domeniche dopo l’epifania previste
dal messale e dal lezionario, per quest’anno non si fanno. Così domenica 7
febbraio si celebra la domenica del perdono che è l’ultima prima della
quaresima. Questa “festa del perdono” assume ancor più rilievo quest’anno che è
il giubileo della misericordia voluto da Papa Francesco. Il vangelo di oggi è la
narrazione dell’incontro di Gesù con Zaccheo (Luca 19,1-11). Gesù arrivava a
Gerico e Zaccheo ricco agente delle tasse (e per l’opinione pubblica quindi già
considerato un grande peccatore) voleva vedere Gesù ma non ci riusciva perché
era troppo piccolo di statura. Così corse avanti e salì su un sicomoro, un
bellissimo albero che forse c’è tuttora e che se vai a Gerico ti indicano
appunto come “il sicomoro di Zaccheo”. Quando Gesù arrivò li sotto, alzò gli
occhi e disse, Zaccheo scendi di corsa, perché oggi vengo a mangiare a casa tua.
Zaccheo andò e fece preparare, e la sua casa si riempì di tante persone, fra le
quali alcune prostitute e alcuni notoriamente peccatori. Altri però dicevano,
Gesù è andato a pranzo da un ladro. Zaccheo invece chiedeva perdono al Signore e
Gesù gli rispose, oggi la salvezza è entrata in questa casa. Il Figlio dell’uomo
è venuto proprio a cercare e a salvare tutti quelli che erano perduti.
E questo vangelo mi induce a richiamare anche alcuni brani del discorso della
montagna riportato nel vangelo di Matteo. Ecco alcuni insegnamenti di Gesù: ma
io vi dico, non vendicatevi contro chi vi fa del male; se qualcuno ti chiede una
cosa dagliela; devi amare anche i tuoi nemici perché se ami soltanto gli amici
non avrai nessun merito;  soprattutto non giudicare e sappi perdonare. Perchè
Dio vi giudicherà con lo stesso criterio che usate voi per giudicare gli altri e
vi tratterà nello stesso modo con il quale voi trattate gli altri. Io non sono
venuto a chiamare le persone perbene, che si sentono giuste, ma quelli che si
sentono peccatori. Una conclusione di queste riflessioni Gesù la dice al
capitolo 21 versetto 28 e seguenti sempre di Matteo: “vi assicuro che i ladri e
le prostitute vi passano davanti ed entrano per primi nel regno di Dio. Perché
Giovanni il Battista è venuto a indicarvi la strada ma non gli avete creduto, e
anche a me continuate a non credere, mentre i ladri e le prostitute hanno
creduto sia a Giovanni il Battista che a me”. Io credo che queste dovrebbero
essere le nostre regole di vita quotidiana. Proviamo a pensarci con attenzione e
con impegno.
Ecco ora la riflessione

Intrate per angustam portam, ducit enim ad vitam. Entrate per la porta piccola
perché essa infatti conduce alla vita.
Credo che questo ci serva per meditare che, nonostante la misericordia infinita
di Dio, il cammino non è facile, a volte in casa, a volte a scuola, a volte al
lavoro e in genere nei rapporti personali. Ci vuole tanto, tanto impegno.
Ferruccio
Basiglio, 3 febbraio 2016, festa di San Biagio Vescovo che protegge contro il
mal di gola.

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