DOMENICA 21 FEBBRAIO 2016

18 febbraio 2016 | 0 commenti

E’ la seconda domenica di quaresima. Da noi si chiama fin dall’epoca di
Sant’Ambrogio, la domenica della Samaritana. Il vangelo di oggi è il capitolo 4
del vangelo di Giovanni. Mi piace pregarvi di leggerlo( per chi non avesse
ancora comprato il nuovo testamento, lo trova comunque anche su internet, come è
evidente). E io invece faccio alcune notazioni. Gesù, stanco per il viaggio, a
mezzogiorno si siede presso il pozzo di Giacobbe. Era, insieme al monte
sovrastante, il luogo più sacro per i samaritani. Ma gli abitanti di samaria
costituivano un po’ una eresia rispetto agli altri ebrei che facevano
riferimento al tempio di Gerusalemme. Oggi sul pozzo di Giacobbe, o se
preferiamo chiamarlo il pozzo della samaritana, sorge una basilica greco
ortodossa.
Giunge una donna samaritana per attingere acqua e Gesù le dice, dammi da bere!
Ecco che la samaritana si stupisce: come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a
me che sono una donna e per di più samaritana?  La risposta di Gesù “se tu
conoscessi il dono di Dio: tu avresti chiesto a me e io ti avrei dato l’acqua
viva”. Gli dice la donna, non hai un secchio e non hai una corda, come fai a
prendere l’acqua viva? Gesù comincia a spiegarle, ma prima le dice va a chiamare
tuo marito e torna qui. Risponde la donna, non ho marito. Gesù dice, hai detto
bene che non hai marito. Infatti hai avuto cinque mariti e quello con cui stai
adesso non è tuo marito. Prosegue una discussione spirituale al termine della
quale la donna con un grande atto di fede dice, so che verrà il messia, il
Cristo e ci spiegherà ogni cosa. Le dice Gesù, sono io che parlo con te. La
donna crede e va subito in città a chiamare tutti; si fa  missionaria verso la
sua comunità. Gli abitanti vennero da Gesù, lo ascoltarono ed egli rimase in
quel luogo due giorni, al termine dei quali tutti dissero, noi stessi ti abbiamo
ascoltato e sappiamo che sei veramente il Salvatore del mondo.
Come abbiamo visto anche due domeniche fa nell’episodio di Zaccheo, Gesù
preferisce accostarsi alle persone che vengono giudicate di dubbia moralità. Ed
esse lo ricambiano con urgenza, con semplicità e con amore facendosi a loro
volta annunciatori del vangelo.
Ecco ora la riflessione
Qui seminant in lacrimis, in gaudio metent. Quelli che seminano con le lacrime,
raccoglieranno con tanta gioia.
E’ un versetto del salmo 125: e possiamo cercare di applicarlo alla nostra
giornata e alla nostra vita. Sia benedetto il nome del Signore!
Buona settimana. Ferruccio
Basiglio, 17 febbraio 2016
NOTA – Come tutti, credo, sono particolarmente commosso e felice dell’incontro
fra il Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Cirillo. Però voglio ricordare che
il patriarca di Mosca è il capo soltanto della chiesa russa. Un tempo potente,
poi perseguitata dal comunismo e oggi nuovamente potente. E il patriarca di
Mosca non ha mai voluto prima d’ora incontrare il Papa. Però non dobbiamo
dimenticare che il capo spirituale di tutte le chiese ortodosse è il patriarca
di Costantinopoli (Istanbul, la nuova Roma). E il patriarca di Costantinopoli,
Atenagora, incontrò a Gerusalemme il Papa Paolo VI ed è da quella data che c’è
pace fra le chiese d’oriente e le chiese d’occidente e che le scomuniche
reciproche sono state cancellate. Quindi ricordiamo con affetto e rispetto Sua
Santità Bartolomeo I° patriarca di Costantinopoli, amico di Giovanni Paolo II,
di Papa Benedetto e di Papa Francesco. Bartolomeo fu a Milano l’ultima volta nel
2013.

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