DOMENICA 14 FEBBRAIO 2016

11 febbraio 2016 | 0 commenti

E’ la prima domenica di quaresima, comincia il gioioso cammino verso la Pasqua.
Il vangelo racconta del digiuno di Gesù nel deserto (Matteo 4,1-11) ma il vero
taglio spirituale della nostra quaresima, è secondo me quello di Isaia e di
Paolo. Ecco Isaia “questo è il digiuno che voglio, sciogliere le catene inique,
rimandare liberi gli oppressi, dividere il pane con l’affamato senza però
trascurare i tuoi di casa. Se sai togliere di mezzo a te il puntare il dito e il
parlare cattivo, se sazierai l’afflitto nel cuore, allora brillerà tra le
tenebre la tua luce”. Ed ecco l’apostolo Paolo nella seconda lettera ai
cristiani di Corinto, con le frasi che ci richiamano al vero senso del periodo
quaresimale. “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con
Dio. Dio dice infatti al momento favorevole ti ho ascoltato e nel giorno della
salvezza ti ho soccorso: eccolo ora il momento favorevole, eccolo ora il giorno
della salvezza!”.
E adesso un po’ di curiosità storiche e liturgiche sulla quaresima. Ai tempi di
S .Ambrogio e degli altri Santi Padri in quaresima a Milano si digiunava tutti i
giorni escluso il sabato, per riguardo alla festa di Israele e la domenica,
perché è il giorno della risurrezione. Però il digiuno era simile al Ramadan dei
musulmani: anche gli antichi cristiani prendevano qualcosa prima del sorgere del
sole e facevano un unico importante pasto dopo il tramonto (dopo i vesperi).
Nel medioevo e anche dal Concilio di Trento nella seconda metà del 1500 fino
alla seconda metà del 1800 si digiunava sempre con lo stile di prima, ma
mangiando solo vegetariano, anzi come i vegani di oggi. Siccome dalle nostre
parti però non c’è l’olio e costava caro procurarselo, ogni anno il vescovo dava
la dispensa e permetteva di usare il burro perché in Lombardia si faceva in casa
e non costava.
Invece nel periodo del rinascimento, e soprattutto dal 1300 a metà del 1500, si
arrivò a una divertente aberrazione: poiché, come abbiamo visto, l’unico pasto
della giornata doveva essere a sera dopo i vesperi, le istruzioni del vescovo ai
suoi preti e ai suoi laici, erano di cantare il vespero verso mezzogiorno, così
poi si sarebbe potuto mangiare liberamente.
Da fine ottocento il digiuno fu molto attenuato, e ridotto al venerdì di magro
(ma non da vegani, bensì comprendendo pesce, uova e formaggio) e il digiuno con
un solo pasto al giorno soltanto al primo venerdì di quaresima e al venerdì
santo. E così dovrebbe essere ancora oggi.
I segni esterni di quaresima, dovrebbero essere e lo sono tuttora, di non
cantare più né il Gloria né l’Alleluia (il pomeriggio del sabato che apre la
prima domenica di quaresima per l’ultima volta fino a Pasqua si legge ancora il
vangelo della risurrezione e si canta ancora l’Alleluia). Altri segni un tempo
assai più praticati erano di coprire con un drappo violaceo le immagini dei
santi negli altari laterali e in genere in chiesa; di non suonare mai l’organo,
né alcun altro strumento musicale.
Ecco ora la riflessione
Ecce nunc tempus acceptabile, ecce nunc dies salutis! Eccolo ora il tempo
favorevole, eccoli ora i giorni della salvezza!
Questo dovrebbe richiamarci alla importanza di quello che una volta chiamavamo
“il fioretto quaresimale”, uno o più sacrifici che ci costano ogni giorno e
molto più tempo dedicato alla preghiera. Questa è la strada per salire a una
Pasqua piena di gioia.
Buona settimana e buona quaresima a tutti.
Ferruccio
Basiglio, 10 febbraio 2016
NOTA – Ricordo a tutti di visitare il sito della Associazione cantori ambrosiani
www.cantoriambrosiani.org. Poi noi ci siamo anche su facebook e da domenica
scorsa anche su youtube. Seguiteci!!!

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