MERCOLEDI’ 6 GENNAIO 2016 EPIFANIA E DOMENICA 10 GENNAIO 2016 BATTESIMO DI GESU’

2 gennaio 2016 | 0 commenti

Una volta queste due feste si celebravano insieme il 6 di gennaio. Adesso sono
state felicemente divise in due ricorrenze.
Se domandi a uno cosa vuol dire Epifania, molto probabilmente non lo sa, e se
gli dici Teofania, credo che non sappia nemmeno quello. Così ricordiamo che
Epifania vuol dire in greco “manifestazione” e Teofania vuol dire
“manifestazione di Dio”.
Gli ebrei attendevano un Messia che si sarebbe manifestato solo per il popolo di
Israele. E infatti nel Natale gli angeli annunciano la nascita solo ai pastori
di Betlemme. Ma l’evangelista San Matteo nel capitolo due del suo vangelo,
mette subito l’accento sul fatto che Dio manda il suo Messia per tutti i popoli
della terra. Questo è il senso del bellissimo episodio dell’adorazione dei Magi.
Sono simbolici i doni che essi portano: l’oro che significa sulla base delle
antiche profezie, il Re; l’incenso che significa Dio e la mirra che anticipa le
sofferenze della crocifissione. Poi avvisato da un Angelo che il Re Erode
avrebbe cercato di uccidere tutti i bambini di Betlemme, Giuseppe con Maria e
con Gesù bambino fugge in Egitto dove vivrà per qualche anno.
Ma l’Epifania da più di millesettecento anni ricorda anche il battesimo di Gesù
nel fiume Giordano ad opera di Giovanni il Battista con la manifestazione della
Trinità; e il miracolo delle nozze di Cana con la trasformazione dall’acqua in
vino: il primo miracolo di Gesù.
Gli elementi fondamentali del creato sono la terra su cui camminiamo, l’acqua,
il fuoco e l’aria: dice la liturgia che nel giorno dell’Epifania Dio ha aperto i
cieli, ha benedetto l’aria e ha santificato l’acqua: perché mentre Gesù veniva
battezzato si vide un grande lampo e si udì un grande tuono e si manifestò, con
lo Spirito Santo, il Padre dicendo, rivolto a Gesù, “questo è il mio unico
Figlio”. Poiché tutta la nostra fede tende alla Pasqua, appena finito il
vangelo, il diacono informa: fratelli carissimi sappiate che quest’anno domenica
27 del mese di marzo, celebreremo con gioia la Pasqua del Signore. Proprio per
questo annuncio una volta l’Epifania si chiamava anche popolarmente “pasquetta”.
Ecco ora la riflessione
Nova coelorum mirabilis claritas in nostris semper cordibus oriatur. Una nuova e
stupenda luce dal cielo risplenda sempre nei nostri cuori.
E’ forse uno dei più cari auguri che si possano fare per questo 2016, ricordando
la parola di Gesù: chiedete prima il Regno di Dio, e il resto vi sarà dato in
sovrappiù.
Dunque buona settimana, e buon Anno!
Ferruccio
Basiglio, 4 gennaio 2016

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