RIFLESSIONE DOMENICA 20 DICEMBRE 2015

16 dicembre 2015 | 0 commenti

DOMENICA 20 DICEMBRE E NATALE 2015
Questa è la sesta e ultima domenica dell’avvento ambrosiano. In essa dai tempi
più antichi si celebra la festa della Divina Maternità di Maria. E’ la più
antica e per molti secoli l’unica festa della Madonna nel rito ambrosiano. La
chiesa d’oriente, i bizantini, celebrano questa festa il 26 dicembre giorno dopo
il Natale e la chiesa romana il primo di gennaio.
Il vangelo della domenica è l’annunciazione a Maria fatta dall’Angelo Gabriele a
Nazaret, e invito tutti a cercare su internet i più bei dipinti dei più grandi
pittori relativi a questo evento. Per me quello più commovente è l’annunciazione
dipinta dal Beato Angelico nel suo convento di Firenze.Il tema della liturgia di
oggi è l’apertura che Gesù Cristo ci da verso la vita eterna, superando il
peccato originale. Dice infatti il prefazio “quod Adam perdidit in parente,
Christo recepit in auctore” e cioè la vita eterna che l’uomo aveva perduto nel
progenitore Adamo, gli viene restituita per l’opera di Cristo. Il parallelo con
la Pasqua è presente in questa liturgia sia con il vangelo della resurrezione
che è lo stesso del giorno di Pasqua, Gesù appare a Maria Maddalena, e nella
chiusura della prima lettura tratta da profeta Isaia “perché è rossa la tua
veste? ….. nessuno del mio popolo era con me!”.
Per completare l’accenno alle letture, mi sembra importante richiamare quanto
dice San Paolo e cioè “la vostra preghiera sia di richiesta ma anche e
soprattutto di ringraziamento”. Infatti molto spesso preghiamo solo per chiedere
e quasi mai per ringraziare.
NATALE
La vigilia di Natale, è già Natale e nel tardo pomeriggio, con o senza i vesperi
vigiliari, si celebra la prima messa natalizia già con il Gloria a Dio nell’alto
dei cieli, e con il vangelo che ricorda l’annuncio del Natale fatto dall’Angelo
a San Giuseppe.
Poi, per il giorno di Natale il rito prevede la celebrazione di altre tre messe
con testi diversi: la prima a mezzanotte, la seconda all’aurora del 25 dicembre
e la terza nel corso della giornata. Così troveremo letture diverse sia nella
messa vigiliare, sia a mezzanotte che nelle messe della giornata vera e propria.
Non faccio nessun commento sul Natale perché veramente io credo che ognuno di
voi lo conosca benissimo. La celebrazione del Natale è completata dagli otto
giorni successivi che si chiamano “l’ottava di Natale”. Alcuni di questi otto
giorni sono però segnati anche da altre memorie. Il 26 di dicembre ricordiamo
Santo Stefano, il primo dei martiri. Quando ero ragazzo ho chiesto perché dopo
il Natale splendido in paramenti bianchi, si celebrava subito la festa di un
martire in paramenti rossi. Mi è stato risposto “l’orologio di Dio non si ferma
mai e continua a battere”. Il 27 dicembre che quest’anno è domenica, si celebra
invece la festa di San Giovanni Evangelista, l’autore del quarto vangelo
chiamato appunto” vangelo di Giovanni”, di tre lettere e dell’Apocalisse. E’
tradizione che dopo la Pasqua Giovanni venisse a Efeso nell’attuale Turchia con
la Madonna che gli era stata affidata da Gesù quando entrambi si trovavano ai
piedi della croce. Pensate a quello che per me è il più bel crocifisso del
mondo, che piaceva tanto a San Francesco d’Assisi e che si chiama appunto “il
crocifisso di San Damiano” con Gesù e Maria ai piedi della croce. E po,i dopo la
morte della Madonna, Giovanni sarebbe andato nell’isola di Patmos nel
Dodecanneso, dove avrebbe scritto il libro dell’Apocalisse e dove in un
antichissimo monastero si venera la sua tomba: l’unico degli apostoli che non
morì martire. Quest’anno la festa di San Giovanni Evangelista è domenica. Il 28
è la festa dei Santi Innocenti, i bambini fatti uccidere da Erode nella speranza
di uccidere anche Gesù che però nel frattempo era stato fatto fuggire in Egitto.
Infine il primo di gennaio, otto giorni dopo la nascita, si ricorda la
circoncisione di Gesù. E’ una festa di grande importanza perché ogni maschio del
popolo ebraico veniva circonciso l’ottavo giorno dopo la nascita. E Gesù che ci
libererà anche dall’antica legge della circoncisione, fu comunque sottoposto a
quel rito, chiudendo con questo l’antico testamento e dando inizio al nuovo,”la
nuova ed eterna alleanza” . La prossima volta vi scriverò per l’Epifania.
Ecco ora la riflessione
“Apparuit gratia Salvatoris nostri et vidimus gloriam Dei”. E’ apparsa la grazia
del nostro Salvatore e abbiamo visto la gloria di Dio.
Questo è in sintesi il vero messaggio del Natale che ci deve guidare anche nel
prossimo anno.
Dunque Buon Natale e Buon Anno 2016 a tutti, con vero affetto
Ferruccio
Basiglio, 16 dicembre 2015

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