DOMENICA 6 DICEMBRE 2015

2 dicembre 2015 | 0 commenti

DOMENICA 6 DICEMBRE 2015
E’ la quarta domenica di Avvento che nel nostro rito ha come tema l’ingresso del
Messia a Gerusalemme. Presenta infatti l’entrata trionfale di Gesù, riconosciuto
come Messia nella domenica che precede la sua passione, morte e risurrezione e
che ricorderemo di nuovo e con maggiore solennità nella domenica delle Palme.
Quest’anno il racconto è preso dal vangelo di San Luca.
La festa di Sant’Ambrogio è lunedì 7 dicembre ma mi piace ricordarla per la
domenica 6 dicembre.

LA FIGURA DI SANT’ AMBROGIO
Qualche cenno alla vita di Ambrogio.
1)      Una grande  ricca e importante famiglia romana, il capofamiglia Aurelio.
Grandi ricchezze agricole in Sicilia, palazzi a Roma etc. Aurelio funzionario
dell’Impero romano era il Prefetto o Governatore di Treviri in Germania quando
gli nacquero i due maschi, Aurelio Ambrogio e Uranio Satiro. Prima, quando
viveva ancora a Roma, aveva avuto una figlia femmina Marcellina. Aurelio
Ambrogio nacque dunque a Treviri nel 340 d.C. Lì cominciò la sua formazione; poi
la famiglia tornò a Roma. La madre di Ambrogio e la sorella Marcellina divennero
cristiane e più tardi Marcellina si farà anche monaca. Nessuno dei maschi ebbe o
dimostrò di avere interessi religiosi. Certamente il padre fu battezzato sul
letto di morte, come del resto aveva fatto lo stesso imperatore Costantino.
Ambrogio completò i suoi studi a Roma con i più grandi successi, così che,
entrato nell’amministrazione imperiale, vi fece una rapida carriera dapprima a
Roma e poi a Sirmio nella ex Jugoslavia. La sua prima nomina fu Prefetto (o
Governatore) di Sirmio. Subito dopo il  370 fu promosso a Milano che era
all’epoca la capitale dell’impero di Occidente, mentre Costantinopoli lo era
dell’impero di Oriente. Nel 374 d.C. morì il vescovo di Milano in carica,
Aussenzio di Cappadocia che seguiva però l’eresia detta “ariana”. E tutta la
comunità dei cristiani di Milano era divisa fra quelli che oggi chiameremmo
cattolici  e gli ariani.

2)      Alla morte di Aussenzio, le tre chiese cristiane esistenti in città divennero
teatro di furiosi scontri fra i “cattolici” e gli ariani. Gli incontri o meglio
gli scontri avevano come oggetto la scelta del nuovo vescovo. Il Governatore
Ambrogio pensò di andare nella basilica” vecchia” (Vetus) per cercare di sedare
il tumulto: era accompagnato anche dai suoi soldati. Entrato in chiesa ottenne
il silenzio e parlò a lungo e così bene che la voce di un ragazzo gridò
“Ambrogio sia lui il vescovo”. E tutt i” cattolici” e ariani lo acclamarono
concordi. Era intorno a metà ottobre del 374: Ambrogio cercò in tutti i modi di
sottrarsi alla nomina, ma alla fine, spinto dai fedeli e anche dall’imperatore
Valentiniano, di cui era altissimo funzionario, accettò. Qui si aprì il grande
problema: Ambrogio non era neanche cristiano. Ai primi di novembre cominciò un
corso intensivo diremmo oggi di catechismo sotto la guida di Simpliciano, prete
cattolico di Milano. Nei suoi scritti Ambrogio dice: come farò a insegnare le
cose che sto appena appena imparando? Comunque il 30 di novembre Ambrogio fu
battezzato. Nei sette giorni successivi si dedicò completamente alla preghiera e
il sette dicembre fu consacrato vescovo di Milano: presiedette alla
consacrazione San Limenio vescovo di Vercelli. La festa dei Santi si celebra di
solito il giorno della loro morte, intendendola come “nascita” alla vita
spirituale. Ma siccome Ambrogio morirà la notte di Pasqua, la sua festa è stata
da sempre fissata al 7 dicembre, anniversario della sua consacrazione a Vescovo.
Ancora una nota: in quei tempi il vescovo veniva eletto dal popolo credente; ma
poi evidentemente doveva essere consacrato vescovo da un altro vescovo.
3)      Ambrogio fu vescovo di Milano dal 7 dicembre 374 alla pasqua del 397 che
quell’anno era il 4 aprile. Quindi fu consacrato vescovo a 34 anni e morì a 57
anni. Governò la chiesa di Milano per 23 anni, lasciando nella chiesa e nella
città e nella regione un’impronta così indelebile che ancora oggi ne parliamo e
che i milanesi spesso vengono indicati o si dicono essi stessi “ambrosiani”.
Non è questo il luogo per spiegare che cosa ha fatto S. Ambrogio in quei
ventitre anni: basti però pensare che fu amico e confidente di tre imperatori e
tutore di un quarto imperatore; che scrisse decine di libri. Tenne
corrispondenza con vescovi di oriente, di occidente e con il Papa di Roma, oltre
alla corrispondenza intensa con sua sorella maggiore Marcellina. Visitò tutto il
nord Italia consacrando una basilica a Firenze e un’altra a Bologna. Combattè
contro l’imperatrice ariana Giustina e contro gli usurpatori Massimo ed Eugenio.
Degli imperatori di cui abbiamo detto sopra, fu grande amico di Teodosio, anche
se una volta lo buttò fuori chiesa imponendogli una penitenza.  Noi oggi
vogliamo ricordarlo in particolare per il suo contributo alla “divina liturgia”
e al relativo canto che chiamiamo appunto “canto ambrosiano” e che è la più
antica forma di musica occidentale tutt’ora eseguita. Ambrogio si può definire
un “cantautore” perché dei suoi inni sacri fu l’autore del testo e l’autore
della musica. Per dare l’idea dell’impegno di Ambrogio, mi piace ricordare che
il suo biografo Paolino scrisse: dopo la morte di Ambrogio cinque vescovi non
riuscivano a fare quello che Ambrogio faceva da solo.
Ed ecco allora la riflessione
Ossa ipsius post mortem prophetaverunt et populo adhuc loquuntur. Le sue ossa,
anche dopo la morte parlano davanti al popolo.
Mi sembra bello applicare a Sant’Ambrogio questa antichissima frase: infatti
direi che per tutto l’anno moltissime sono le persone che passano a visitare la
sua sepoltura e si fermano a pregare. Speriamo che tutti ne traggano grande
ispirazione. Così avvenne nei primi anni del 1900 per il medico dott. Edoardo
Gemelli che – entrato come ateo e anticlericale per pura curiosità – dopo alcune
ore ne uscì convertito e divenne francescano, il grande Padre Agostino Gemelli
fondatore dell’università Cattolica.
Buona settimana a tutti.
Ferruccio
Basiglio, 2 dicembre 2015

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