DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015 Festa di Cristo Re

4 novembre 2015 | 0 commenti

Oggi è la festa di Gesù Cristo Re universale detta più semplicemente “Cristo Re”
istituita nel 1925 da Papa Pio XI. Egli si chiamava Achille Ratti, era di Desio
in provincia di Milano, fu dottore e prefetto della Biblioteca Ambrosiana e poi
della Vaticana. Fu consacrato Vescovo e in rappresentanza del Papa andò a
Varsavia, Vienna e Berlino. Benedetto XV nel 1921, morto il beato Cardinale
Ferrari, lo nominò Cardinale Arcivescovo di Milano e pochi mesi dopo, alla morte
di Benedetto XV, il Cardinale Ratti fu eletto Papa. E’ una figura di grandissima
importanza, purtroppo poco ricordata e poco studiata: magari una volta ne
parleremo più a fondo. Per oggi basta ricordare che il Papa giustamente era un
feroce oppositore sia del comunismo che del nazismo ; e contro questi errori
istituì per l’ appunto la festa di Cristo Re per realizzare in concreto la
raccomandazione dell’ apostolo Paolo “ Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli sulla terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il
Signore”. Questa festa quindi non ha e non vuole avere niente di trionfalistico
ma vuole riaffermare, contro i gravi errori di allora (e anche contro gli
estremismi di oggi che spesso uccidono  e perseguitano soprattutto i cristiani)
che Gesù Cristo è la vera fonte della libertà dell’ uomo. Durante la Passione,
Gesù, portato avanti a Pilato che gli chiedeva “Dunque tu sei Re?” rispose “ Si
io sono Re ma il mio regno non è  di questo mondo ….. il mio regno rende
testimonianza alla verità e chiunque professa la verità ascolta la mia voce”.

IL NUOVO TESTAMENTO E IL ROSARIO
Oggi pensiamo ai misteri della gioia: il primo, l’annuncio dell’ Angelo a Maria
Vergine a Nazaret ci presenta il vero inizio del Nuovo Testamento, la Nuova
Alleanza e quindi la Redenzione. Il si della Madonna rende possibile la nascita
del Messia. Questa festa si celebra due volte nell’anno: la prima celebrazione e
la più antica è nella domenica che precede il Natale (VI domenica di avvento);
la seconda più recente è il 25 marzo, festa dell’annuncio a Maria. Secondo
mistero è la visita di Maria incinta di Gesù a sua cugina Elisabetta incinta di
Giovanni il Battista. E’ una scena molto commovente e contiene il cantico del
“Magnificat” e cioè “l’ anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta
in Dio mio salvatore”. Mi ricordo a catechismo, chiedendo ai ragazzi quale
preghiera ha composto la Madonna, tutti rispondevano “ L’ Ave Maria” e ogni
volta bisognava spiegare che l’unica preghiera composta da Maria era appunto il
Magnificat. Mentre Ave Maria vuol dire semplicemente “ti saluto o Maria” ed è
detta dall’Angelo quando si reca a Nazaret dalla Madonna. La festa di questo
mistero è il 31 di maggio, e il luogo è probabilmente Ain Karim.  Il terzo
mistero è la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. E’ la festa del Natale,
che sempre ci riempie di commozione. Ancora più grande è la commozione se,
visitando Israele, entri nella Basilica di Betlemme e scendi alla cripta dove
una stella sul pavimento dice “Qui dalla vergine Maria è nato Gesù Cristo”. Il
quarto mistero ricorda la presentazione di Gesù al tempio, secondo la legge di
Mosè, quaranta giorni dopo la nascita. Questo evento viene festeggiato ogni anno
il 2 Febbraio. Ma a me piace accomunare a questo evento la circoncisione di Gesù
secondo il patto di Abramo con Dio, (Festa il primo gennaio) e l’ adorazione dei
Re Magi venuti dall’ Oriente, che è la festa dell’ Epifania il 6 Gennaio. Infine
il quinto mistero, l’ultimo della Corona della gioia , presenta la Sacra
famiglia di Nazaret, Maria, Giuseppe e Gesù. Gesù visse con loro una vita
normalissima fino al compimento dei trent’ anni, prima studiando poi lavorando.
Ma anche qui mi piace vedere una prospettiva più ampia: la Sacra Famiglia che
fugge in Egitto per salvare il bambino dai soldati di Erode; che rimane in
Egitto qualche anno e ritorna a Gerusalemme  dopo la morte di Erode. Poi si
trasferisce a Nazaret. Gesù a dodici anni in visita al tempio di Gerusalemme con
parenti e amici, dimentica la famiglia e rimane nel Tempio a discutere con
grande profondità con i sapienti maestri di Israele, creando tanta angoscia in
Maria e Giuseppe. E a conclusione di questo mistero, le bellissime parole di San
Luca Evangelista, applicate a Gesù ma che sono l’augurio per ognuno dei nostri
figli  “Egli cresceva in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e agli
uomini”. La festa è l’ultima domenica di gennaio.
Ecco ora la riflessione:
E accoglierò la vita come un dono, e avrò il coraggio di morire anch’io; e
incontro a Te verrò col mio fratello che non si sente amato da nessuno.
E’ la conclusione del canto di Mons. Sequeri il cui inizio abbiamo proposto
settimana scorsa. Dovrebbe farci riflettere sul coraggio sostenuto dalla fede e
sulla carità che è l’altro nome dell’amore.
Buona conclusione dell’anno liturgico: domenica prossima cominciamo il cammino
di Avvento con il nuovo anno.
Ferruccio
Basiglio, 4 novembre 2015

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