DOMENICA 22 NOVEMBRE 2015

19 novembre 2015 | 0 commenti

E’ la seconda domenica dell’ Avvento Ambrosiano e sottolinea in particolare la
chiamata di tutti e non solo degli Ebrei al regno di Dio e quindi alla nuova
fede. Sono particolarmente espressive le tre letture (anno C) Nella prima
lettura (Isaia 19,18-24) il profeta annuncia che in un giorno futuro ci saranno
altari dedicati al Signore in tutta la terra d’ Egitto, in Assiria e dovunqu .
Nella seconda lettura, Paolo, scrivendo ai cristiani di Efeso dice “ A me è
stata concessa la grazia di annunciare a tutte le genti l’ immensa ricchezza di
Cristo”. E oggi l’ occasione di sottolineare che la seconda lettura di ogni
domenica è presa da una delle lettere di San Paolo o dalla lettera agli Ebrei a
lui comunque attribuita. Per chi lo avesse dimenticato, Paolo, che allora si
chiamava Saulo, era nato e cresciuto a Tarso, nell’attuale Turchia. La sua
famiglia era ebraica, ed aveva però la cittadinanza romana. Saulo andò poi a
Gerusalemme dove frequentò tutte le scuole teologiche del Tempio. Quando si
incominciò a parlare di cristiani, Saulo li vide come una grave eresia ebraica e
cercò di perseguitarli in tutti i modi. Il libro degli Atti degli apostoli
ricorda che Saulo assisteva alla lapidazione di Santo Stefano, il primo dei
martiri. Poi partì per Damasco per andare ad arrestare tutti i cristiani del
luogo. Ma durante la strada cadde da cavallo e divenne cieco ( fra tutti i
quadri forse il più bello è quello di Caravaggio). Gesù gli comparve lo riempì
di luce e Saulo, cambiato il nome in Paolo, andò a Damasco dove fu battezzato
recuperò la vista, e fu  accolto fra i cristiani. Divenne così il più grande
maestro e annunciatore di Cristo, dedicandosi specificamente all’ annuncio della
Pasqua di Gesù fra i non ebrei, e per questo viene chiamato “l’apostolo delle
genti”.
Infine il vangelo di oggi è l’ inizio del vangelo di San Marco.In esso Giovanni
il Battista, sulle rive del fiume Giordano, annuncia a tutti che Io vi ho
battezzato con l’acqua, ma dopo di me viene colui che è prima di me e più forte
di me. Egli vi battezzerà nello Spirito Santo. Tutto l’ Avvento in realtà ci
richiama all’ impegno di  annunciare il Signore, questo  vuole anche dire non
avere vergogna di Gesù davanti agli altri, né atei nè islamici nè buddisti nè
altro: c’è libertà per tutti, e per me c’è la libertà di dire e di professare
che io sono cristiano e cattolico. E il mio pieno rispetto va al popolo di
Israele , cioè a quelli che San Giovanni Paolo II ci ha abituati a chiamare “ I
nostri fratelli maggiori”.

IL NUOVO TESTAMENTO E IL ROSARIO
Oggi parliamo e pensiamo ai misteri del dolore
Il primo mistero del dolore presenta l’agonia di Gesù nel Getsemani. E’ l’ orto
degli ulivi di fronte a Gerusalemme, dove Gesù amava spesso andare con i suoi
discepoli. Nella notte in cui fu tradito prega e soffre terribilmente,
accettando infine liberamente la sofferenza e la morte per aprire un mondo
nuovo a tutti gli uomini. Il secondo mistero del dolore presenta Gesù
flagellato. Le sofferenze di Gesù proseguono con la flagellazione da parte dei
romani, dopo che il popolo aveva rifiutato di liberarlo, nonostante l’ invito di
Ponzio Pilato. Il terzo mistero del dolore è Gesù con la corona di spine . E’
“L’ Ecce Homo” ecco l’ uomo; è il tema di tantissime meravigliose pitture che in
tutti i secoli hanno sintetizzato in questa scena  la passione di Gesù. Il
quarto mistero del dolore presenta Gesù che sale al calvario, che porta la croce
(aiutato da Simone di Cirene chiamato dai soldati perché lui era distrutto e non
c’è la faceva più) e viene inchiodato alla croce. Il quinto mistero del dolore
ci presenta Gesù crocifisso. Egli perdona il malfattore pentito (“Il buon
ladrone”) ci affida con l ‘ apostolo Giovanni a sua madre Maria e muore in
croce. Verrà poi deposto nelle braccia di sua madre(ricordate “la pietà” di
Michelangelo) e sulla pietra dell’ unzione. Questa pietra è tanto commovente
anche oggi e si trova  all’ interno della Basilica del Santo Sepolcro,  che più
correttamente gli antichi chiamavano la Basilica Anastasis e cioè basilica della
resurrezione. Poi il corpo di Gesù verrà collocato nella tomba nuova del suo
amico Giuseppe di Arimatea.

Ecco ora la riflessione
Universi qui te expectant non confundentur- Tutti quelli che ti aspettano non
saranno confusi-, o meglio con una traduzione non letterale “Tutti quelli che
hanno fiducia in te o Signore saranno protetti e salvati”

E,’ come spesso, la frase di un salmo, in questo caso del salmo 24. E’ scritta
ed è pregata apposta per i momenti in cui manchiamo di fede e di speranza. Può
essere una buona meditazione nella settimana.
Buona settimana , un abbraccio

Ferruccio
Basiglio, 18 novembre 2015

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