DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015

11 novembre 2015 | 0 commenti

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015
E’ la prima domenica dell’ Avvento Ambrosiano che  dura sei settimane in
preparazione al Natale.
L’ Avvento Romano usato in tutta la Chiesa Occidentale dura invece solo quattro
settimane. Il Vangelo, quest’ anno di Luca (cap.21,5-28) contiene, come negli
altri anni i testi di Matteo e di Marco, l’annuncio della distruzione di
Gerusalemme e della fine del mondo. Sono discorsi che Gesù fa agli apostoli
pochi giorni prima di essere arrestato e crocifisso.
“Non resterà pietra su pietra”. Come tutti sappiamo l’esercito Romano nel 70
d.C. distrusse completamente Gerusalemme. Di tutta la città e di tutto il
Tempio, rimase in piedi solo il muro occidentale che noi oggi chiamiamo con il
popolo di Israele il “muro del pianto”. La città cambiò anche nome da
Gerusalemme in Elia Capitolina con riferimento al sole “Elios”. Solo dopo due
secoli e mezzo, Sant’ Elena, madre dell’imperatore Costantino, iniziò la
riscoperta dell’ antica Gerusalemme facendo moltissimi scavi.
Poi nel discorso di Gesù  c’è la profezia del martirio di tanti cristiani  “Chi
vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio: sarete odiati a causa del mio nome.
”Infine Gesù annuncia il suo ritorno, quello che noi a torto o a ragione
chiamiamo “La fine del mondo”. Nei primi tempi del Cristianesimo, molti
credevano che il Signore sarebbe tornato dopo pochi anni. Invece già San Paolo
apostolo scrivendo la seconda lettera ai cristiani di Tessalonica (Salonicco)
diceva “Fratelli vi preghiamo non spaventatevi di fronte a chiunque dica,
predichi o scriva – attribuendo a me le parole – che il giorno del Signore sia
vicino “Quasi instet dies Domini”. In realtà il vero ritorno del Signore per
ognuno di noi corrisponde alla morte del corpo fisico e alla nascita alla vita
spirituale: così infatti preghiamo “mite e gioioso ci appaia il volto di Gesù
Cristo”.
IL NUOVO TESTAMENTO E IL ROSARIO
Oggi parliamo e pensiamo ai misteri della luce.
Il primo mistero della luce è il Battesimo nel fiume Giordano (festa la prima
domenica dopo l’ Epifania). Gesù va a farsi battezzare con il battesimo di
penitenza che veniva praticato da Giovanni il Battista. E Dio Padre proclama con
una voce di tuono “Questi è mio figlio nel quale ho posto la mia gioia”. E lo
Spirito Santo venne in forma di colomba. Il secondo mistero sono le nozze di
Cana (festa la seconda domenica dopo l’Epifania). Quasi all’ inizio della sua
vita pubblica, nel villaggio di Cana, Gesù compie il suo primo segno miracoloso
durante una festa nuziale. Glielo chiede sua madre Maria “Gesù figlio mio , non
c’è più vino!” e Gesù trasforma l’acqua in vino perché sia piena di gioia la
festa di quel matrimonio. Questo miracolo rappresenta, nel rosario, tutti gli
altri miracoli che Gesù compirà durante la sua vita pubblica. Il terzo mistero
ci presenta l’ annuncio del regno di Dio. Nei vangeli Gesù predica continuamente
l’annuncio del regno di Dio,  a volte con parabole e a volte più esplicitamente.
Il regno di Dio deve venire nei nostri cuori, poi è annunciato ai figli di
Israele e infine è aperto e destinato a tutti gli uomini di tutte le nazioni. Il
quarto mistero ricorda la trasfigurazione (festa 6 Agosto). Gesù di fronte a tre
Apostoli, Pietro ,Giacomo e Giovanni sulla cima di un monte si trasforma  (in
greco questa festa è chiamata Metamorfosi), diviene una figura di luce e
compaiono di fianco a lui Mosè e il profeta Elia. Dopo tanti annunci della sua
passione e della sua morte, fatti agli apostoli, questo episodio prefigura per
loro  la futura resurrezione pasquale. Il quinto mistero della luce presenta l’
ultima cena di Gesù  (il giovedì Santo). Gesù celebra con i suoi Apostoli la
cena Pasquale ebraica. E durante questa cena spezza il pane e distribuisce il
vino dicendo “Questo è il mio corpo e questo è il mio sangue” e con questo
istituisce l’Eucarestia. Poi dicendo “fate questo in memoria di me” istituisce
il sacerdozio confermando la sua presenza  nella celebrazione di ogni Messa.
Ecco ora la riflessione:
Deus manifeste veniet, Deus noster et non tardabit. Dio verrà e si manifesterà;
il nostro Dio certamente non tarderà.
E’ una riflessione tratta da un salmo, è particolarmente usata nel’avvento, ed è
applicabile a ogni nostra quotidianità. Sarebbe bello se ogni mattina
cominciassimo la nuova giornata ricordando che Dio sarà presente con noi. Quando
ero giovane all’oratorio si pregava dicendo “ricordiamoci che siamo alla
presenza di Dio”.
E così inizia il cammino del nuovo anno liturgico che si concluderà come sempre
nel novembre del 2016. E’ questo quindi il giorno in cui noi cristiani
ambrosiani dovremmo augurarci buon anno!
Auguri e abbracci a tutti. Ferruccio
Basiglio, 11 novembe 2015, festa di San Martino vescovo di Tours.
NOTA – Ormai da tempo è attiva la pagina di Facebook, “Cantori
Ambrosiani”visitatela  e se volete cliccate mi piace.

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