DOMENICA 25 OTTOBRE 2015

21 ottobre 2015 | 0 commenti

E’ la prima domenica dopo la dedicazione del Duomo: ce ne saranno ancora due di
cui  la prima quest’anno è il  1 novembre, nella quale celebreremo
tradizionalmente la festa di tutti i Santi. La seconda è l’8 novembre, ed è
l’ultima domenica dell’anno liturgico e cioè la festa di Cristo Re istituita da
Papa Pio XI.
La domenica di oggi presenta la chiamata di tutti gli uomini alla salvezza: una
volta la chiamavamo “la giornata missionaria mondiale”. In tutte le parrocchie
se possibile veniva un missionario e si organizzavano fiere e altre iniziative
per raccogliere fondi. Anche adesso è la domenica del mandato missionario.
Pensiamo con un po’ di attenzione alla concatenazione della domenica precedente
con questa. Domenica scorsa abbiamo in realtà celebrato la comunità locale,
facendo riferimento alla nostra cattedrale. Questa domenica dimostra che il
cristiano non può limitarsi alla propria chiesa, ma deve annunciare la
risurrezione del Signore a tutto il mondo, superando l’antica impostazione di
Israele che riteneva che Dio si rivelasse soltanto al popolo eletto, il popolo
ebraico. Così la prima lettura (Atti degli apostoli 8,26-39) presenta il diacono
Filippo che in viaggio incontra un ministro della regina di Etiopia che
ritornava a casa dopo aver pregato a Gerusalemme. Già allora in Etiopia c’era
una rilevante comunità ebraica risalente probabilmente alla regina di Saba e a
Salomone. Così dopo una lunga conversazione l’etiope chiede il battesimo e
Filippo glielo amministra. La lettera di San Paolo a Timoteo (2, 1-5) ribadisce
che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza
della verità. Infine del vangelo secondo Marco si legge la conclusione
(16,14-20): in essa Gesù dice agli apostoli andate in tutto il mondo e
proclamate il vangelo a ogni creatura. Allora gli apostoli partirono e
predicarono il nuovo annuncio (appunto il vangelo) dappertutto, mentre il
Signore agiva insieme con loro.
Antico Testamento
Mi piace ricordare ancora due episodi , quello dei serpenti velenosi e quello di
Balaam. Vennero contro il popolo di Israele  serpenti velenosi, e molti
israeliti ne morirono; pregarono il  Signore perché venissero allontanati i
serpenti. Dio disse a Mosè di fare un serpente di metallo e fissarlo in cima a
una pertica : chi sarà morso da un serpente e guarderà quello di metallo salverà
la propria vita .Gesù stesso si riferisce a questo episodio prevedendo la
propria Crocefissione “ Quando sarà innalzato da terra , attirerò tutti a me”.
Anni dopo un re confinante, volendo mandare una grande maledizione contro il
popolo di Israele , si rivolse a  un grande indovino dell’ epoca, Balaam , che
si definisce “ l’ uomo dello sguardo penetrante , che contempla le visioni che
vengono da Dio”.  Balaam si rifiutò di maledire e disse invece “ O Israele ,sia
benedetto chi ti benedice e maledetto chi ti maledice. Io vedo quello che
accadrà in un lontano futuro , comparirà un astro fra i discendenti di Giacobbe,
nascerà un sovrano in mezzo al popolo di Israele”. Secondo i Santi Padri questa
è una profezia dell’ uomo Dio, Gesù di Nazaret. Poi Mosè con il popolo arrivò ai
confini della terra promessa, di fronte  a Gerico . Dio disse a Mosè questa è la
terra promessa : io te la faccio vedere con i tuoi occhi ma tu non vi entrerai.
Mosè nominò suo successore Giosuè e morì serenamente ( “la sua vista era ancora
molto buona ed  egli era ancora nel pieno del suo vigore”). La morte di Mosè
avvenne sul Monte Nebo e la sua tomba non fu mai trovata.  Abbiamo ripercorso i
primi cinque libri della Bibbia detti la “TORAH”o “ La legge di Mosè”. Essi
sono la Genesi (le origini) , che abbiamo seguito con un certo approfondimento ;
l’ Esodo e il Deuteronomio ( L’ uscita e la seconda legge) che raccontano
della Pasqua e dei  quarant’ anni del popolo di Israele nel deserto ; il libro
del Levitico che contiene tutte le istruzioni per il sacerdozio ebraico ; e il
libro dei Numeri che è una specie di censimento fatto per ogni tribù di Israele.
In pratica abbiamo impiegato quasi un anno per fare un breve riassunto di
questi libro e per suggerirne delle interpretazioni. Adesso per un bel po’
lasciamo la storia dell’antico Israele. Ci concentreremo su altri e più facili
argomenti.
Ecco ora la riflessione
Domus mea domus orationis vocabitur. La mia casa sarà chiamata casa di
preghiera.
Questo pensiero ci deve far riflettere sull’importanza quando si è in chiesa, di
pregare, o di ascoltare in silenzio la presenza di Dio. La vita di molti è
cambiata proprio così. Valga l’esempio di uno per tutti: nei primi anni del 1900
il medico dott. Edoardo Gemelli, ateo e violentemente anticlericale, la mattina
di un giovedì santo si sentì attratto irresistibilmente dalla basilica di S.
Ambrogio. Vi entrò e vi rimase in silenzio tutto il giorno. Uscì così
trasformato che cambiò vita e si fece frate. E’ lui il francescano Padre
Agostino Gemelli fondatore dell’Università Cattolica.
Buona settimana.
Ferruccio
Basiglio, 21 ottobre 2015

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