DOMENICA 18 OTTOBRE 2015

15 ottobre 2015 | 0 commenti

E’ la festa della “dedicazione” o, in linguaggio più moderno, della
“consacrazione” del Duomo. Israele aveva a Gerusalemme il suo tempio, più volte
consacrato, distrutto, ricostruito e di nuovo consacrato. E la festa del ricordo
annuale della consacrazione è fra ottobre e novembre. Infatti uno dei vangeli di
questa domenica dice che Gesù era a Gerusalemme per celebrare la festa della
dedicazione del tempio ed era inverno. Dunque anche la chiesa di Gesù Cristo, la
nuova Israele, appena finite le persecuzioni, cominciò a edificare le proprie
basiliche e a consacrarle solennemente. Quando Ambrogio giunse a Milano, trovò
tre basiliche e altre quattro ne costruì. Secondo la tradizione liturgica la
cattedrale di allora è quella che Ambrogio chiama la basilica “Nova major
intramurana” e cioè “nuova maggiore all’interno delle mura”, che si trova sotto
al Duomo attuale. Un giorno parleremo di tutte queste basiliche. La cattedrale
di Milano fu distrutta dai Goti di Uraia e dagli Unni di Attila. Fu ricostruita
e consacrata da S. Eusebio vescovo di Milano la terza domenica di ottobre del
453 d.C. Sempre in quella data, ma nell’anno 836 d.C., fu consacrata la nuova
cattedrale di Santa Maria Maggiore. Con lo scarso rispetto per l’antichità che
talvolta allora si manifestava, nel 1386 d.C. furono distrutte le vecchie
cattedrali di Milano e si diede inizio alla costruzione del nuovo Duomo. Nel
1418 il Papa Martino V ne consacrò l’altare; nel 1577 San Carlo Borromeo
consacrò l’intero Duomo e nel 1986 l’arcivescovo Carlo Maria Martini consacrò il
nuovo altare maggiore, il tutto sempre alla terza domenica di ottobre che si
confermò come la festa della chiesa madre di tutti gli ambrosiani.
Antico testamento
Il Monte Sinai, o Monte Oreb, è tradizionalmente noto anche per il grande
monastero greco ortodosso che vi si trova fin dall’ epoca dell’ imperatore
Giustiniano. Di solito chi va a Sharm El Sheik riesce facilmente a visitarlo.
Mosè, lasciando il popolo accampato alla base del monte, salì sulla vetta,
digiunò per quaranta giorni e ricevette da Dio i dieci comandamenti incisi su
due tavole di pietra. Quando scese dal monte con le tavole, Mosè trovò che gli
israeliti avevano rotto l’ alleanza con Dio, si erano costruiti la statua di un
vitello d’oro (il bue sacro della religione dell’ antico Egitto) e la
adoravano. Mosè pieno di collera spezzò le tavole con i dieci comandamenti e
ridusse in polvere il vitello d’ oro. Poi chiese a Dio di perdonare questo suo
popolo; il Signore perdonò il popolo e diede a Mosè altre due tavole di pietra
come quelle che aveva spezzato e sulle quali scrisse di nuovo i dieci
comandamenti. Mosè concluse “ Signore , tu mi hai dato la tua fiducia, ti prego
perciò di camminare in mezzo a noi. Noi siamo gente dalla testa dura, ma tu
perdona le nostre disubbidienze e prendici come tuoi”. Mosè scese dal monte con
le nuove tavole della legge, e il popolo pregò. Questa è l’ antica alleanza di
Dio con il suo popolo; la nuova alleanza è la Pasqua di Gesù. Mi piace riportare
la formula di benedizione, presa dal libro dei Numeri “ Il Signore ti benedica
e vegli su di te; il Signore ti sorrida con affetto e ti conceda i suoi doni; il
Signore posi su di te il suo sguardo e ti dia pace e felicità”. Dal contenuto
dei Libri Sacri, comprendiamo chiaramente che Dio non voleva che entrassero
nella terra promessa (l’attuale Israele) quegli israeliti che erano nati e
vissuti in Egitto, ma soltanto un popolo nuovo fatto dai nati nel deserto. Così
un viaggio che non dura più di un mese anche con i mezzi di allora, durò
quarant’ anni. Ecco le parole “Ho sentito gli israeliti lamentarsi
continuamente; voi morirete in questo deserto, mentre i vostri figli entreranno
nella terra promessa”. Del resto anche Mosè non entrerà nella terra promessa: la
vedrà da lontano e morirà serenamente sul monte Nebo che si trova di fronte a
Gerico, ma al di là del Giordano. Nel corso del cammino Mosè profetizzò che
sarebbe venuto un‘altro uomo come lui che avrebbe parlato direttamente con Dio:
anche questa è una profezia messianica.

Ecco ora la riflessione
“Beati qui non videntes, crediderunt” Beati quelli che senza aver visto, hanno
creduto.
Come sappiamo ogni domenica è Pasqua e la messa del sabato pomeriggio che apre
la domenica, inizia con il “vangelo della risurrezione”. Questa domenica il
vangelo della risurrezione ricorda (Giovanni 20,24-29) l’apparizione a San
Tommaso che non aveva creduto. Ecco dunque la benedizione che, dopo aver
rimproverato Tommaso, Gesù da a tutti gli uomini, noi compresi, che senza aver
visto hanno creduto nel Signore risorto.
Buona festa e cari saluti a tutti.
Basiglio, 14 ottobre 2015
NOTA: Mi fa piacere ricordare che uno dei nostri cori in rete, Aurora Totus,
celebra solennemente la dedicazione del Duomo di Milano, sabato 17 ottobre alle
ore 18 nella chiesa di San Bovio, frazione di Peschiera Borromeo; e domenica 18
ottobre alle ore 10,15 all’Abbazia di Mirasole, Opera strada del Mirasole, 1.
UN RICORDO
Il 9 di ottobre 2015 è mancato Fratel Costanzo Maria dei Canonici Regolari
Agostiniani Premostratensi. Era un uomo e un prete eccezionale e aveva solo 50
anni. Molti di voi probabilmente lo ricordano durante qualche incontro a
Mirasole. Per me un ricordo bellissimo è la domenica in cui nel chiostro è stato
impiantato un antico ulivo, e fu Fratel Costanzo a benedirlo e a incensarlo. Ci
protegga.

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