DOMENICA 1 NOVEMBRE 2015

27 ottobre 2015 | 0 commenti

La festa dei Santi e la memoria dei morti 1 e 2 novembre
Il cristiano non deve avere paura della morte. Per questo, per esempio, la
chiesa d’oriente in ogni messa prega per due o tre volte dicendo: “concedici o
Signore la grazia di una morte cristiana, serena, senza dolore e senza rimorso e
nella pace”. Invece la liturgia dell’occidente ci dice di raccomandare a Dio
l’anima di chi si avvia alla morte con alcune splendide parole; ne cito
pochissimi brani “parti, anima cristiana, da questo mondo….. e la tua dimora sia
sempre nella pace con tutti gli angeli e i santi…..mite e festoso ti appaia il
volto di Cristo che ti accoglie”. D’altro lato la nostra visione dice che
talmente grande è la misericordia di Dio che per tutti c’è salvezza:  ricordiamo
Gesù in croce che perdona il malfattore pentito pure crocifisso “oggi sarai con
me in paradiso”. Poi mi piace ricordare il libro dell’apocalisse di san Giovanni
apostolo, l’ultimo libro del nuovo testamento e quindi l’ultimo libro della
Bibbia (cap. 7 e 9 passim, che per chi non lo sa vuol dire qua e là). Dice il
libro “ecco io ho visto una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di
ogni nazione, tribù, popolo e lingua”. Queste riflessioni sono adatte per capire
cosa vogliono dire le due giornate con cui si apre il mese di novembre: il 1
novembre festa di tutti i santi sconosciuti. In essi sono compresi  anche i
nostri cari defunti che hanno compiuto il cammino di purificazione. Il 2
novembre è invece la memoria di tutti coloro che sono morti, ai quali auguriamo
di proseguire il cammino per arrivare presto alla luce eterna. Ricordiamoci che
Dio è luce e che quindi quando parliamo di luce eterna vogliamo fare l’ augurio
che  tutti i morti e anche i nostri morti raggiungano la pienezza della luce di
Dio.
Il nuovo testamento
Come già detto per quasi tutto l’ anno 2015,  abbiamo cercato di riassumere e di
spiegare in modo molto semplice i primi cinque libri della Bibbia, la legge di
Mosè , che per il popolo di Israele sono appunto la parte più sacra della Bibbia
e che in ogni Sinagoga vengono conservati con grande onore in un “Armadio
Tabernacolo”. Tutto il resto della Bibbia lo affronteremo magari più avanti e
certamente molto più in sintesi, perché facile da capire anche leggendolo nel
testo originale.
Per impostare una specie di ripasso del Nuovo Testamento vorrei partire dal
Rosario. Dopo la riforma di Papa San Giovanni Paolo II il Rosario è diviso in
quattro “corone “ delle quali ognuna comprende cinque “misteri “. Misteri vuol
dire anche eventi e momenti particolarmente significativi della vita di Gesù e
di Maria. Le quattro corone sono: la prima che si riferisce ai misteri della
gioia, la seconda che si definisce misteri della luce, la terza che si riferisce
ai  misteri del dolore e la quarta, i misteri della gloria. Ogni domenica
cercheremo di spiegarne una parte. Per oggi ci basti ricordare che il Rosario si
dice per ognuna delle” cinque decine” (dalle quali è formata la corona di legno
o di metallo o di plastica o di vetro, che possiamo anche tenere in mano). Per
ogni “decina” si inizia con un Padre Nostro; si prega per dieci volte l’ Ave
Maria e si conclude  con il Gloria al Padre.
Ecco ora la riflessione:
E imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino, e
insegnerò a chiamarti Padre Nostro ad ogni figlio che diventa uomo.
Sono parole bellissime di Monsignor Pierangelo Sequeri che oltre a essere un
grandissimo teologo è anche un poeta. Forse davvero dobbiamo pregare per
imparare a guardare il mondo in modo diverso, e non dobbiamo dimenticare la
bellezza di trasmettere la fede ai figli.
Abbracci, Ferruccio
Basiglio, 27 ottobre 2015
NOTE:
1)      Domenica 1 novembre tutti i cori prestano servizio solenne nelle proprie
comunità. Segnalo a Mirasole alle ore 10,15 una solenne processione nel chiostro
con il canto delle litanie dei Santi e poi la messa in canto votiva della festa
di tutti i Santi.
2)      Lunedì 2 novembre, giorno dei morti a Pozzo d’Adda nella parrocchia di
Sant’Antonio Abate alle 20,30 ci sarà una celebrazione solenne, evidentemente in
rito attuale, accompagnata però da tutti gli antichi canti latini per i defunti.
Se qualcuno vuol venire, sarebbe un’esperienza da non perdere.
3)      Il 4 novembre è la festa di San Carlo Borromeo cardinale arcivescovo di
Milano. E’ nato ad Arona nel 1538. Lo zio Papa lo nominò cardinale a 22 anni e
poi arcivescovo di Milano a 25 anni. Morirà il 3 novembre del 1584, a soli 46
anni. Fu in assoluto la più grande figura del suo secolo a dispetto del
“nepotismo” che lo aveva chiamato al cardinalato. E con lui nella chiesa il
nepotismo cessò definitivamente. La sua storia la racconteremo un’altra volta e
intanto auguri a tutti quelli che ne portano il nome.

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