DOMENICA 20 SETTEMBRE 2015

16 settembre 2015 | 0 commenti

E’ la quarta domenica dopo il martirio di Giovanni Battista e le letture sono
dell’anno B. Sono letture così belle e importanti che mi piace commentarle
brevemente. La prima lettura (1° libro dei Re 19,4-8) presenta uno degli episodi
più belli del ciclo del Profeta Elia. Elia va nel deserto perché si sente
veramente disperato e si siede sotto una ginestra. Subito si addormentò, ma ecco
che un angelo lo toccò e disse: alzati e mangia! Elia guardò e vide una focaccia
e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve e si addormentò di nuovo. L’angelo ritornò,
lo toccò e gli disse ancora alzati, mangia, bevi, perché è molto lungo per te il
cammino. Elia si alzò mangiò e bevve e con la forza di quel cibo camminò
quaranta giorni nel deserto fino al monte di Dio L’Oreb (il Sinai). La chiesa ha
sempre visto in questo brano una profezia dell’Eucaristia: e infatti a seguire
c’è la prima lettera di San Paolo ai cristiani di Corinto (11,23-26). In esso
Paolo racconta la celebrazione eucaristica che egli compie in attuazione del
comando di Gesù all’ultima cena. Infine nel vangelo di Giovanni si riportano le
parole di Gesù “Io sono il pane della vita, disceso dal cielo…..e il pane che io
vi darò, è il mio corpo per la vita del mondo”. Meditiamo dunque sul miracolo
che si rinnova in ogni celebrazione della messa.
L’antico testamento
Il clan di Abramo vive a Ur in Caldea, l’attuale Nassyria, il cui nome tutti
abbiamo conosciuto in guerre recenti  per varie stragi. Abramo è giovane,
sposato con la bellissima Sara, ma non hanno figli. E ancora vivo suo padre il
vecchio Terach. Dio si rivolge ad Abramo e gli dice “Esci dalla tua terra e vai
dove ti mostrerò”. E’ la prima tappa è la città di Carran. Secondo la mentalità
del tempo, Abramo è senza discendenza e quindi senza futuro . Ma, proprio per
questo, è scelto da Dio per essere il capostipite della nuova umanità e il
fondatore di un popolo dal quale sarebbe nato il Messia. Quando morì suo padre,
Dio parlò ancora con Abramo e gli disse di partire di nuovo e di andare in
Palestina. Abramo si stabilisce presso Sichem, alle Quercie di Mambre. Poi
compie vari viaggi nella zona e fino in Egitto; ha un figlio di nome Ismaele da
Agar , schiava di sua moglie ,offertagli da Sara. Ma non ha un figlio da sua
moglie e ormai sono entrambi anziani. Il capitolo 18 di Genesi presenta un nuovo
colloquio di Dio con Abramo : egli vide tre uomini in piedi davanti a lui,
appena li vide corse loro incontro, si inchinò fino a terra e disse “Mio Signore
ti prego fermati e non andare oltre”. Secondo l’ insegnamento dei santi padri
della chiesa e dei grandi artisti di mosaici di Roma e di Ravenna, e della icona
ortodossa di Rublev, questa è la prima indicazione nella Bibbia della Trinità.
Tre uomini : essi sono “Il Signore Dio”. Viene promesso ad Abramo che avrà un
figlio da sua moglie e così dopo un anno avvenne : Abramo chiamò Isacco questo
figlio e lo circoncise. Infatti l’ antica alleanza fra Dio e il suo popolo aveva
come segno esterno la circoncisione maschile. Poi Il libro dice che tempo dopo,
Dio mise alla prova Abramo dicendogli  : prendi tuo figlio Isacco e va sul monte
di Moria e là lo offrirai a me in sacrificio. Abramo, con la morte nel cuore,
fece quello che il Signore gli aveva chiesto (per altro , come abbiamo detto, in
quell’ epoca i sacrifici umani non erano poi così rari). Ma mentre stava per
sacrificare suo figlio gli apparve l’ angelo del suo Signore che gli disse non
colpire il ragazzo, guardati intorno. Abramo vide un ariete impigliato in un
cespuglio e lo sacrificò a Dio. Riprende l’ angelo dicendo che il Signore ha
detto io benedirò te Abramo in modo straordinario , renderò i tuoi discendenti
numerosi come le stelle del cielo e per mezzo dei tuoi discendenti si diranno
benedetti tutti i popoli della terra. In effetti il popolo di Israele o popolo
ebraico , tutti i cristiani e tutti i mussulmani riconoscono in Abramo “il padre
nella fede”.E , nella benedizione, è già implicito che non solo i discendenti di
Abramo ma tutti i popoli della terra saranno in lui benedetti. Isacco cresce ,
si sposa con la bellissima Rebecca che va a prendere presso la famiglia dei
parenti di Abramo. Rebecca partorì due gemelli Esaù e Giacobbe . Esaù è il
primogenito ma cede i diritti relativi “Un giorno mentre Giacobbe stava cuocendo
una minestra di lenticchie arrivò dalla campagna Esaù stanchissimo e disse al
fratello dammi subito da mangiare quella minestra. Giacobbe rispose te la do
solo se mi cedi prima i tuoi diritti di primogenito. Esaù esclamò va bene ! io
ho fame e cosa me ne faccio dei miei diritti di primogenito? Giacobbe riprese e
disse giuramelo! Esaù subito lo giurò.”
Quindi il popolo ebraico continua nella stirpe di Giacobbe. Noi tutti lo
chiamiamo il popolo di Israele perché Giacobbe alla morte di suo padre, per
evitare eventuali vendette da parte di suo fratello Esaù, fuggì dalle Quercie di
Mambre. Per molti anni abitò in Mesopotamia e poi ritornò per far pace con suo
fratello. Giacobbe ebbe due mogli Lia e Rachele e dodici figli. Dio gli apparve
in sogno varie volte e una volta gli ordinò “ Tu non ti chiamerai più Giacobbe
ma Israele”. Così i suoi dodici figli sono i capostipiti delle dodici tribù di
Israele.
Ecco ora la riflessione
Aruit cor meum, quoniam oblitus sum manducare panem meum. Si è inaridito il mio
cuore perché mi sono dimenticato di mangiare il mio pane.
Questa frase mi sembra lo sviluppo delle letture di oggi: quante volte abbiamo
il cuore inaridito e non riusciamo a capire che questo deriva dal fatto che non
preghiamo e non partecipiamo ai Misteri. Ricordiamoci che la messa è il più
grande mistero.
Buona settimana a tutti.
Ferruccio
Basiglio, 15 settembre 2015
NOTA 1) Facebook
Mi sembra che si stia sviluppando bene. Da ottobre metteremo ogni settimana
anche l’esecuzione di un brano di canto ambrosiano. Seguitelo e fatelo
conoscere.
NOTA 2) Brezzo di Bedero
Ricordo ancora la giornata di sabato 3 ottobre che inizia a Brezzo di Bedero
(Va) il mattino alle 9,45 e si conclude dopo la messa del pomeriggio, verso le
ore 18. Chi può venga: sarà una bella giornata.

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