DOMENICA 13 SETTEMBRE 2015

10 settembre 2015 | 0 commenti

E’ la terza domenica dopo il martirio di Giovanni il Battista. Poiché quest’
anno siamo nell’ anno B, o secondo anno,  e – come forse ricordate-  le letture
hanno un ciclo triennale, in questa domenica solo una volta ogni tre anni viene
letto del  vangelo secondo Giovanni la prima parte del capitolo tre. Si tratta
dell’ episodio di Nicodemo , grande maestro in Israele, che va a parlare con
Gesù, di notte probabilmente per non farsi vedere. Nella conversazione riconosce
che Gesù è mandato da Dio e gli chiede che cosa bisogna fare per vedere il regno
di Dio. Gesù gli risponde che per vedere il regno di Dio bisogna  “rinascere
dall’ acqua e dallo Spirito Santo” e con questo abbiamo un primo annuncio del
battesimo cristiano, (il sacramento del battesimo) che sarà poi oggetto del
primo mandato che Gesù risorto lascia ai suoi apostoli. E poi c’è una frase
molto bella che applichiamo allo Spirito Santo (Spirito in greco si dice Pneuma
che vuol dire anche il vento o l’aria; e sempre in greco l’uomo “pneumatico” è
un uomo particolarmente spirituale). Ecco dunque la frase di Gesù “il vento
soffia dove vuole e ne senti la voce ma non sai da dove viene e non sai dove va;
così è ogni uomo che è rinato dallo Spirito”. Mi piace ricordare che Nicodemo
rimase fedele a Gesù e non ebbe più paura. Il Vangelo di Giovanni al capitolo 19
,versetti 38 e seguenti,  dice che alla sepoltura di Gesù insieme a Giuseppe di
Arimatea c’era anche Nicodemo : evidentemente ormai discepolo senza più paura.

L’antico testamento
Voglio proseguire nel riassunto di quello che abbiamo già detto nei mesi scorsi
sull’ Antico Testamento. Eva e Adamo lasciano il “paradiso terrestre” e hanno
dei figli : Caino e Abele. Con questo episodio o se preferiamo con questa
parabola , la Bibbia vuole insegnarci che il peccato contro Dio si traduce
necessariamente in peccato contro gli uomini. Gli uomini, dopo la disubbidienza
diventano violenti ; si combattono tra loro uccidendosi. Si uccidono i nemici e
si uccidono perfino i fratelli. L’ episodio presentato dice che Caino alza la
mano contro il fratello Abele e lo uccide. Poi in Caino nasce subito il rimorso
e la paura . Si rivolge a Dio dicendo che  chiunque mi troverà  potrà uccidermi.
Ma il Signore gli rispose “No , chi ucciderà Caino sarà punito sette volte più
severamente”. E’ per questo che ancora oggi esistono per fortuna molti gruppi
che si occupano dei disperati e dei carcerati e che si chiamano “nessuno tocchi
Caino”.
Il capitolo 6 di Genesi racconta la storia del diluvio e di Noè. Anche questa  è
certamente una narrazione in forma di parabola ; presente però fra l’ altro in
quasi tutti i testi Sumeri e Babilonesi. Questo fa sembrare che – sebbene si
tratti di una narrazione in forma di parabola – ci sia stato effettivamente
qualcosa simile a uno tsunami evidentemente violentissimo , perché ne è rimasta
memoria in tutti i popoli delle attuali Iraq , Giordania e Palestina.  La
narrazione la riassumiamo : gli uomini diventano sempre più malvagi e Dio manda
un diluvio che li distrugga. Prima però avvisa Noè, che secondo il libro è l’
unico uomo “giusto”di costruire un’ arca per mettersi in salvo lui la sua
famiglia e tutte le specie degli animali. Simbolicamente il libro dice che
piovve per quaranta giorni e quaranta notti e che sopravvissero soltanto Noè e
quelli che erano con lui nell’ arca. Poi ritorna il sole, le acque scendono e ad
un certo punto Noè aprì la finestra e lasciò andare un corvo che smise di
ritornare indietro quando le acque scomparvero dal suolo. Allora Noè mandò fuori
una colomba che volò ma tornò verso l’ arca : Noè stese la mano e la riportò
dentro. Dopo una settimana la colomba ritornò con un ramo di ulivo e poi non
tornò più. Così Noè aprì l’ arca e ripopolò la terra. Dio benedisse lui e la sua
famiglia e presentò l’ arcobaleno come segno dell’ alleanza con Noè e con i suoi
discendenti.
Però ,secondo Genesi, nei secoli successivi l’ umanità si corrompe di nuovo,
dimentica Dio, adora idoli e offre loro perfino sacrifici umani. Gli abitanti di
Babilonia si propongono di costruire una torre la cui cima tocchi il cielo :
quella che chiamiamo la torre di Babele. Ma il Signore punisce la loro
presunzione e la torre non è portata a termine perché gli uomini combattono fra
di loro : ed è  come se Dio abbia confuso le loro lingue perché non si
comprendano più.
Come abbiamo detto nella riflessione di domenica 6 Settembre, i primi undici
capitoli della Genesi, che è il primo libro della Bibbia, raccontano una serie
di parabole per trasmettere alcune verità di fede. Con il capitolo dodicesimo il
libro della Genesi ci presenta la figura di Abramo. Con Abramo entriamo già
nella storia. Abramo è vissuto circa nel 2000 a.c e cioè 4000 anni fa.
Certamente anche il racconto di Abramo e dei suoi discendenti contiene a volte
elementi di parabola : però siamo già nella storia seppure antichissima. Tutta
la narrazione dei patriarchi (Abramo,Isacco,Giacobbe e poi Giuseppe in Egitto)l
‘ abbiamo già fatta e quindi anche questa nella prossima riflessione la
ripeteremo nel riassunto. Poi a tempo debito gli episodi mai affrontati li
racconteremo più diffusamente.

Ecco ora la riflessione :
Emitte Spiritum tuum, Domine, et renovabis faciem terrae. Manda il tuo Spirito,
Signore, e rinnoverai la faccia della terra.
Anche questa è una frase dell’ Antico Testamento, ripresa molto nel Nuovo
Testamento. Con riferimento anche a quanto Gesù disse a Nicodemo, ricordiamo che
dobbiamo sempre rinascere dallo Spirito Santo. E’ la terza persona della Trinità
e molto spesso ci dimentichiamo di lui. Mentre è attraverso di lui che ci
arrivano i doni  e i sacramenti “ Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà
la vita; e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre e il Figlio è adorato e
glorificato”.Così diciamo nel credo della messa.
Nota 1)
Da questo mese di Settembre è attiva la pagina FACEBOOK  dei “ Cantori
Ambrosiani” e ad essa verrà dedicata una particolare cura: ogni settimana verrà
ripetuta su Facebook la relativa riflessione. Poi nel corso del mese verranno
presentate quattro o cinque Feste o figure di Santi. Non mancherà una parte
iconografica. Vi preghiamo di consultarla, condividerla, diffonderla ai vostri
amici, e cliccare “mi piace”. Chi fosse interessato invii a placido@colibri.it
suggerimenti o idee, grandi o piccole,che possano arricchire la nostra proposta
culturale (e cultuale).
Nota 2)
Comincio a informarvi che sabato 3 ottobre, organizzato da Silvia Beretta che
dirige il coro San Carlo di Novate Milanese con Antiqua Laus di Solbiate Arno,
diretta da Alessandro Riganti (che ha studiato a fondo l’antichissimo antifonale
di Brezzo di Bedero), con Aurora Totus diretto da Laura Groppetti e con tutti
gli altri cori che lo desiderano, si terrà appunto a Brezzo di Bedero vicino a
Luino una interessante giornata di studio di canto e di convivialità con inizio
alle ore 9,30 nella antica chiesa del luogo. Più avanti troverete sul sito e su
Facebook il programma dettagliato.
Con i più cari saluti, Buona settimana.
Ferruccio
Basiglio, 10 settembre 2015

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