DOMENICA 21 GIUGNO 2015

16 giugno 2015 | 0 commenti

Questa è l’ultima riflessione prima dell’estate; riprenderò ai primi di
settembre. E così voglio parlare di un po’ di argomenti.
-       L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed Ella concepì per opera dello
Spirito Santo
-       Ecco l’ancella del Signore, sia fatto di me secondo la Tua parola
-       Il Verbo si è fatto carne e abitò fra di noi
Questa è la preghiera dell’Angelus. Da qualche decennio è ritornata ad essere
conosciuta da tutti perché il Papa la prega la domenica a mezzogiorno, davanti
alla piazza San Pietro stracolma di fedeli. E in occasione di questa preghiera
commenta la settimana e suggerisce pensieri spirituali.
-       Alla preghiera dell’Angelus da Pasqua a Pentecoste si sostituisce il “Regina
dei cieli” che è:
-       Regina dei cieli rallegrati alleluia,
-       Cristo che hai portato nel grembo alleluia,
-       è risorto come aveva promesso alleluia,
-       Tu prega il Signore per noi alleluia.
Ma la preghiera dell’Angelus andrebbe fatta ogni giorno, mattino, mezzogiorno e
sera: ed è per questo che le nostre chiese suonano la campana, al mattino per
esempio alle 7; a mezzogiorno sempre alle 12 e alla sera per esempio alle 19.
L’Angelus è una preghiera così semplice che si può impararla a memoria e
recitarla anche da soli, inserendo fra un versetto e l’altro, l’Ave Maria.
L’Angelus ci dà l’occasione di parlare un momento delle campane. Per secoli le
campane hanno regolato la vita dei nostri paesi e in parte anche quella delle
città, fra l’altro con l’orologio del campanile che era allora quasi l’unico
orologio in uso. Ma anche oggi, a parte suonare le ore, le campane – dove si ha
ancora la fortuna di sentirle – possono svolgere un ruolo importante. Oltre ai
tre segni quotidiani dell’Angelus, le campane suonano sempre al venerdì alle ore
15 per ricordare la morte in croce del Signore Gesù. E per celebrare la sua
risurrezione, in quasi tutti i paesi la campana dell’Angelus di sabato a
mezzogiorno, sabato sera e domenica mattina, è suonata in tono solenne e non in
tono semplice come negli altri giorni. Ma tipicamente la campana dovrebbe dare
il segno della messa sia feriale che festiva: quando ero giovane prima della
messa c’erano tre segni: un’ora prima per avvisare; mezz’ora prima per dire di
uscire di casa e di avviarsi alla chiesa e un quarto d’ora prima perché i fedeli
fossero in chiesa e si preparassero alla messa con la preghiera silenziosa
personale. Poi al momento della consacrazione, durante la messa principale
(allora si chiamava messa conventuale o messa in canto) si dava un segno
solennissimo perché chi fosse a casa o in giro per il paese, potesse “togliersi
il cappello” e fare un pensiero di preghiera. Da qualche decennio il segno che
precede la messa è uno soltanto, normalmente un quarto d’ora prima dell’inizio:
in tanti luoghi però è rimasto, per la messa principale, il grande segno di
campana della consacrazione.
Il suono delle campane ha diversi toni: il suono semplice, il suono solenne, e
il suono solennissimo “campane a festa”, poi c’è il segno che chiama per le
confessioni al sabato pomeriggio; i rintocchi che sono molto tristi quando viene
annunciata una morte; lo stupendo e consolante concerto delle campane ambrosiane
per il funerale. Per il matrimonio si usano invece le stesse campane che per la
domenica, e così anche – quando occorra – per gli altri sacramenti. Quando ero
giovane mi è capitato spesso in estate di sentire le campane contro il temporale
e contro la grandine: mentre si suonavano queste campane il parroco in chiesa
apriva la porta del tabernacolo; e la gente a casa bruciava un pezzetto di legno
e una foglia di ulivo benedetto recitando tre Ave Maria. A quei tempi le campane
venivano comunque suonate a mano dai ragazzi e dal sacrestano campanaro che
sapevano muovere le corde. Dopo il 1960 si sono via via diffusi i comandi
elettronici per suonare le campane. Sarebbe bello se sentendo le campane
riuscissimo a fare almeno una breve preghiera.
Le preghiere per l’estate (in realtà dovrebbero valere per tutto l’anno). Ogni
giorno dire almeno le cinque preghiere che non riporto perché spero che tutti
ancora le ricordino a memoria. Le cinque preghiere sono il Padre nostro, l’Ave
Maria, il Gloria al Padre, l’Angelo di Dio e l’eterno riposo. I nostri peccati
più gravi sono le mancanze di fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e in
Gesù Cristo fatto uomo, crocifisso, morto e risorto. Peccati contro la speranza
che non deve mai venir meno. E contro la carità, o meglio contro l’amore. San
Paolo ci ricorda che l’amore è la cosa più grande di tutte e non verrà mai meno,
neanche nella vita eterna. Quindi,  se uno vuole potrebbe aggiungerci quelle che
seguono:
-       Confesso a Dio onnipotente ( e a voi fratelli) che ho molto peccato in
pensieri, parole, opere e omissioni per mia colpa, mia colpa, mia grandissima
colpa. E supplico la Beata Vergine Maria, gli Angeli, i santi (e voi fratelli)
di pregare per me il Signore Dio nostro. Dio onnipotente abbia misericordia di
noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
-       Gloria a Dio nell’alto dei cieli (il gloria della messa) che vale come
preghiera di ringraziamento per tutti i benefici, gli aiuti e le protezioni che
continuamente riceviamo.
Le letture per l’estate. Ho detto tante volte che il nuovo testamento (quattro
vangeli, di Matteo, di Marco, di Luca e di Giovanni; gli atti degli apostoli, le
lettera di San Paolo e le brevi lettere degli altri apostoli, l’apocalisse)
costa solo 5 € e che quindi ognuno avrebbe dovuto comperarlo, cosa che può fare
anche adesso perché non è esaurito e si ristampa continuamente. Però per chi è
così pigro che non riesce ad andare in libreria a comprare il volumetto, oggi
tutti questi testi sono facilmente reperibili su internet. E così la lettura che
vi suggerisco per questa estate, è il vangelo secondo San Marco. Marco era un
ragazzo all’epoca della pasqua di Gesù, fu poi assistente o “il segretario” di
San Pietro e il suo breve ma stupendo vangelo rispecchia appunto la predicazione
di Pietro. Leggere e meditare il vangelo di Marco credo sia un’occasione da non
perdere.
Ricordandovi che “saremo misurati con la stessa misura con cui abbiamo misurato
gli altri”, vi auguro di tutto cuore buona estate, buon luglio, buon agosto e
per chi le fa, buone vacanze!
Un abbraccio a tutti.
Ferruccio

Basiglio, 16 giugno 2015

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento