RIFLESSIONE DOMENICA 20 GENNAIO 2013

20 gennaio 2013 | 0 commenti
  1. E’ la seconda domenica dopo l’Epifania e in essa si celebra una delle grandi teofanie di gennaio: le nozze di Cana. L’episodio è notissimo: c’era una festa di nozze a Cana e c’era Maria la madre di Gesù. Fu invitato alla nozze anche Lui e venne con i suoi discepoli. A un certo punto venne a mancare il vino e Maria disse a Gesù “non hanno più vino” Gesù rispose, Madre che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora. Maria disse ai servitori “fate quello che vi dirà”. E Gesù trasformò l’acqua in vino.

  2. Celebrando questo primo miracolo non possiamo non essere grati al Cardinale Tettamanzi e ai suoi collaboratori, soprattutto il Prof: Cesare Alzati e i monsignori Manganini e Magnoli, per averci ridonato insieme al nuovo stupendo lezionario, il nostro calendario storico e tradizionale che tra l’altro fissa di nuovo alla seconda domenica dopo l’Epifania, il miracolo delle nozze di Cana “Jesus in Cana Galileae sic manifestavit gloriam suam”.

  3. Questo bellissimo racconto che si trova al capitolo 2 del vangelo di Giovanni l’evangelista, mi fa tanta tenerezza. Quando crocifissero Gesù si trovavano ai piedi della croce sua madre Maria e il discepolo che Gesù preferiva, appunto Giovanni l’evangelista. Gesù crocifisso disse a sua madre, “mamma ecco tuo figlio” e poi disse a Giovanni “ecco tua madre”. E da quel momento Giovanni la prese in casa sua: è per questo che si ritiene giustamente che la Madonna abbia seguito Giovanni a Efeso e sia morta lì dove ancora si venera “la casa della Madonna”.

  4. Dunque la Madonna ha sicuramente raccontato a San Luca, autore del terzo vangelo, tutte le principali vicende dell’infanzia di Gesù e il vangelo di Luca è stato scritto di certo prima del vangelo di Giovanni. E io mi immagino la Madonna ormai anziana a Efeso che una sera dice a Giovanni “ti ricordi del matrimonio di Cana quando Gesù fece il primo miracolo?” e quindi Giovanni lo riporta così nelle prime pagine del suo vangelo.

  5. E così questa festa delle nozze di Cana, mi da l’occasione per ricordare a chi non lo avesse presente, la specificità dei quattro vangeli.

    Matteo scrive un vangelo destinato sopratutti ai cristiani provenienti dall’ebraismo e presenta Gesù come il figlio di Dio che dà compimento alle profezie contenute nei libri di Israele. In un formato normale il vangelo di Matteo occupa circa 70 pagine. Il secondo vangelo di San Marco è estremamente più breve circa 50 pagine. Ricordiamo che Marco era probabilmente un collaboratore di San Pietro e ha scritto un vangelo breve, agile e autorevole, destinato ai cristiani di origine pagana. Il terzo vangelo quello di Luca, è più o meno lungo come il vangelo di Matteo e fin dalla premessa si presenta come il risultato di tante ricerche “fatte ricerche accurate su tutto o caro Teofilo, ti scrivo tutto in ordine e così potrai renderti conto di quanto sono solidi gli insegnamenti che hai ricevuto”. L’ultimo vangelo, quello appunto di Giovanni, è stato scritto di certo dopo gli altri tre e non è sinottico: cioè in sostanza mentre i primi tre vangeli raccontano le stesse cose, (quindi si possono leggere, se affiancati, con un sol colpo d’occhio) il quarto vangelo secondo i santi padri, racconta tutto quello che manca ai primi tre vangeli.

  6. Il mio continuo consiglio, è di comprare il nuovo testamento o almeno un libretto con i quattro vangeli. Costa € 4,90 e se almeno i quattro vangeli li leggessimo adagio, adagio con pazienza e attenzione, la nostra formazione cristiana sarebbe certamente più che sufficiente: quante volte incontro qualcuno che mi parla di problemi teologici sollevati dai giornale e dalle televisioni, e alla domanda “ma non hai letto il vangelo?” risponde “no, ma sto leggendo il tal libro del tal teologo o del tal cardinale”. Io credo che bisogna capire l’ordine delle cose e leggere bene e prima di tutto almeno un vangelo, partendo possibilmente da Luca o da Matteo.

Questo è il mio augurio. Con affetto, Ferruccio

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